Nell’ultimo anno l’elenco è cresciuto. In Sicilia sono 233 i prodotti inseriti

Vacanze, oltre 4 mila le "bandiere del gusto"

23 luglio 2011 -  Sono quattromilaseicentosei (4606) i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo tradizioni antiche tramandate nel tempo censiti dalle Regioni nel 2011, che rappresentano il motore del turismo enogastronomico che in Italia vale 5 miliardi.

E’ quanto emerge dall’indagine della Coldiretti sull’Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali delle Regioni pubblicato con decreto nella Gazzetta Ufficiale. Una ricchezza nazionale che comprende – sottolinea la Coldiretti – i prodotti ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni e metodiche praticate sul territorio in modo omogeneo.

Per più di un italiano su tre (35 per cento) infatti dipende dal cibo il successo della vacanza che per essere perfetta non deve mai far mancare la degustazione delle specialità enogastronomiche locali, secondo l’indagine Swg.


Nella mappa delle regioni che con più bandiere del gusto si classifica al primo posto – sottolinea la Coldiretti – la Toscana con 462 specialità seguita sul podio da Lazio (374) e Veneto (368) tallonato dal Piemonte (363), ma ottimi posizionamenti si riscontrano per Campania (354). A seguire ci sono Liguria (295), Calabria (271), Emilia-Romagna (257), Lombardia (242) che con 33 nuove denominazioni ha stabilito il record di incremento quest’anno, Sicilia (233), Puglia (226), Sardegna (174), Molise (159), Friuli-Venezia Giulia (151), Marche (151), Abruzzo (147), Trento (109), Bolzano (92), Basilicata (77) Umbria (69) e Val d’Aosta (32).

A prevalere tra le specialità “salvate dall’estinzione” sono – precisa la Coldiretti – i 1.387 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.285 verdure fresche e lavorate, 765 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 472 formaggi, 158 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 151 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 146 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei, ecc.

In undici anni, rispetto al luglio 2000 quando è iniziato il lavoro di catalogazione a livello regionale, i prodotti censiti dalle regioni – rileva la Coldiretti – sono piu’ che raddoppiati grazie all’impegno degli imprenditori agricoli nel recupero delle tradizioni.

Ci sono anche regioni – continua la Coldiretti – che hanno invece visto ridursi il patrimonio dal momento che alcuni prodotti sono usciti dall’elenco essendo stati riconosciuti a livello comunitario come Dop o Igp. Ad esempio, la Patata della Sila Igp (Calabria), la Farina di Neccio della Garfagnana Dop (Toscana), il Farro di Monteleone di Spoleto Dop (Umbria), il Piacentinu ennese o la Vastedda della Valle del Belice Dop (Sicilia).
(Fonte: Il Velino)

1 commento a "Vacanze, oltre 4 mila
le “bandiere del gusto”
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  • L'Appena Svenuto (xlafame) scrive: 23 luglio 2011 15:28

    Mi vuole spiegare la Coldiretti o chi per lei magari il tremendo tremante Tremonti per piacere io che sono nullafacente nullatenente nullasperante dove mai troverò modo di fare qualche lira per assaggiare una sola di queste oltre quattromila leccornie di bandiere?

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