“Lo chiamavano Zecchinetta”, l'omaggio all'artista siciliano scomparso nel 2008

Tano Cimarosa non dimenticò mai la Sicilia, adesso un docufilm a lui dedicato

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27 dicembre 2010 -  Negli anni Cinquanta lasciò la provincia di Messina per andare a Roma, con il sogno di fare l’attore. Un emigrante del mondo artistico. Molte pellicole cinematografiche, alcune “di nicchia”, altre di maggior successo.

Interpreterà spesso il ruolo del siciliano istintivo, geloso e sanguigno, forse a motivo della sua fisicità: moro, capelli ricci e gli immancabili baffi, l’accento siculo inconfondibile.

Gaetano Cisco era il suo vero nome, il cinema lo conobbe come Tano Cimarosa, apprezzandolo per la sua versatilità, manifestata tanto nei ruoli comici come in quelli drammatici.
All’attore siciliano, scomparso nel 2008, è adesso dedicato un docufilm dal titolo “Lo chiamavano Zecchinetta”, per la regia del videomaker Nicola Palmeri. Zecchinetta, il nome del mafioso interpretato da Cimarosa ne “Il giorno della civetta” del 1967, fu infatti la sua prima caratterizzazione cinematografica di successo.


Il docufilm, disponibile anche in download gratuito, verrà presentato ufficialmente al pubblico questa sera a Palermo all’’Atelier Nuovo Montevergini alle 21.
Altre presentazioni si terranno il 30 dicembre a Casteltermini (AG) e il 5 gennaio a Mendicino, in provincia di Cosenza.

Il documentario ripercorre la carriera dell’attore siciliano attraverso la voce di Gregorio Napoli e le testimonianze di Giuliano Gemma, Nino Frassica, Leo Gullotta, Tony Sperandeo, Tiziana Lodato, Gilberto Idonea, Steve Della Casa, Franco Nero e tanti altri artisti e attori amici di Tano Cimarosa. La colonna sonora è stata realizzata appositamente da Michele Segretario (tastierista della band siciliana Cordepazze).

“«Ricordo con piacere che Tano era contentissimo che si stesse pensando ad un lavoro sulla sua vita e si mise subito a disposizione” – dice Nicola Palmeri – Lo raggiunsi a casa sua a Roma: mai avevo visto un posto del genere, era come se vivesse dentro un album fotografico. Era surreale. Tutte le pareti erano ricoperte da foto di scena, foto con attori, con amici, locandine di film e poi tanti pupi, tutti realizzati da lui con materiali vari. Mi raccontò tutta la sua vita, dal suo mestiere di puparo, al teatro, al cinema, al ritorno a fare i pupi per passione e passatempo»”.

Tano Cimarosa non dimenticò mai la Sicilia e le problematiche della sua terra. Interpreta un emigrato siciliano in “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” accanto Alberto Sordi. Con lui recita nel ruolo del padre di una numerosa famiglia ne “Il medico della mutua”.

Altra interpretazione di successo è quella della guardia carceraria in “Detenuto in attesa di giudizio”. Poi arriva il sodalizio artistico con Giuseppe Tornatore, che lo vuole in “Nuovo cinema Paradiso”, “L’uomo delle stelle”, Una pura formalità”.
Negli ultimi anni appare anche in alcuni sceneggiati RAI e Mediaset, tra i quali ricordiamo “Don Matteo” nel ruolo di zio Carmelo.

Il progetto su Tano Cimarosa è anche un DVD con un ampia sezione dedicata ai contenuti aggiuntivi: una fotogallery, una sorta di backstage, interviste ed immagini di scena.

Così conclude Nicola Palmeri: «“Rimane la testimonianza di un uomo, un puparo, non solo un caratterista ma anche un grande attore siciliano che ha fatto tanto cinema e che ha rappresentato la Sicilia, più di quanto si possa pensare».”

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