Si complica la vicenda dei 14 pescatori dei motopesca di Mazara del Vallo “Daniela L.” e “Giulia P.g.”, sequestrati 50 giorni fa al largo delle coste libiche e assolti mercoledì scorso dalla Corte del Tribunale militare di Bengasi, in Libia.

Per lasciare il porto i pescherecci hanno bisogno dei documenti di bordo e degli effetti personali dei marittimi, posti sotto sequestro in cassaforte presso la procura militare, nonché della sentenza registrata dalla cancelleria del tribunale.

Ma questo non è possibile per via di un’irruzione armata di miliziani al tribunale, che ha cosi’ bloccato ogni attività. Alcuni miliziani non sembrano soddisfatti della sentenza di assoluzione pronunciata dai giudici.

Preoccupazione viene manifestata dal presidente del Distretto produttivo della Pesca-Cosvap di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo: “l’Italia e l’Europa devono rendersi conto che qui c’è un’aria irrespirabile ed i rischi che corrono i nostri marinai sono altissimi. L’avvio di joint-venture attraverso concessioni speciali per l’applicazione dell’Accordo firmato il 21 gennaio 2012 è indispensabile. Ogni atteggiamento burocraticamente dilatorio da parte dei competenti Ministeri e dell’Euroburocrazia è da considerare atto ostile alla nostra marineria e, esponendo a dismisura i nostri operatori, rappresenta una seria minaccia per
la loro incolumità”.

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