
19 dicembre 2011 - Come hanno fatto le Faer Oer e altre regioni a statuto speciale, anche la Sicilia potrebbe stare meglio dicendo addio all’Europa. Come? Lo spiega a BlogSicilia, Massimo Costa, docente di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Palermo.
Professor Costa, cos’è questa nuova idea che ci propone? Non le sembra questa volta di esagerare con il suo autonomismo?
So che con questa uscita mi farò molte, moltissime antipatie, nemici e perdita di stima da parte di colleghi e amici e forse anche editori i quali, credo, sinora mi hanno onorato del loro rispetto. So che non sarò capito soprattutto oltre lo Stretto. Ma giunge anche un momento in cui uno studioso ha il dovere di dire a chi studioso non è come crede che stiano realmente le cose e quale sia la strada per uscirne.
La mia idea è che non ha senso parlare di sopravvivenza economica (e quindi anche sociale, culturale, demografica, etc.) della Sicilia ovvero di “applicazione dello Statuto” dentro questa Europa. In questa Europa sottolineo, dentro “questa” Europa, e non quella che poteva avere in mente Altiero Spinelli o quella che ci hanno raccontato da ragazzi, non è possibile alcuna autonomia regionale per la semplice ragione che non è possibile neanche alcuna autonomia statale, né alcuna democrazia. Il recente accordo sullo spossessamento delle potestà fiscali e la loro messa sotto tutela delle istituzioni centrali europee (e quindi, in buona sostanza, della BCE, e quindi ancora, in ultima sostanza, delle spudorate oligarchie finanziarie che abbiamo ancora il coraggio di chiamare “i mercati”) fa pendant con i due recenti colpi di stato in Grecia e in Italia con i quali una casta inetta di politici ha venduto il Paese, il “nostro” Paese, in cambio del mantenimento di alcuni privilegi e di alcune rendite di posizione.
Ebbene in questo quadro io faccio una semplice catena di deduzioni logiche che mi porta a dire che l’unica soluzione per la sopravvivenza della Sicilia è soltanto la fuoriuscita unilaterale dall’Unione Europea, magari dopo un plebiscito e magari dopo un negoziato, ma che sia molto rapido e gestito con mano ferma e senza titubanze.
Da dove nasce questa catena di deduzioni che dice Lei?
Non è pensabile che la Sicilia sopravviva senza che detenga una qualche forma reale di autogoverno, poiché essa è un sistema economico equivalente a quello di una qualunque media nazione europea. L’unico possibile autogoverno che non metta in discussione l’unità politica dell’Italia, e quindi l’unico praticabile senza spargimento di sangue, è l’attuazione integrale e immediata dello Statuto del 1946. Ma lo Statuto del 1946, dopo il Trattato di Lisbona, e ancor piú dopo il recente accordo fiscale, non potrebbe che sopravvivere a brandelli, con l’aggravante che le poche decisioni in cui gli stati continuano a partecipare, sarebbero prese dall’Italia al posto nostro. In una parola l’Europa oggi equivale all’azzeramento della nostra Autonomia e allora bisogna scegliere: o schiavi in Europa o liberi in Sicilia e fuori dall’Europa. Io consiglio vivamente la seconda opzione. Poi…
Ma, sa, a sentirla, con tutte le titubanze che ci sono sullo Statuto, potrebbe venire anche di gettare la spugna. Dicono che i Siciliani non sappiano autogovernarsi, che vogliono privilegi oggi insostenibili, che comunque il dispositivo di questo Statuto sia vecchio. Insomma, saremmo uno scandalo al sole e lei difende l’idea dell’Autonomia sino al punto da volerla difenderla a prezzo di un incredibile isolamento?
Ancora con questi luoghi comuni? Ma per favore! I Siciliani che non sanno autogovernarsi sono quelli che hanno affidato per mezzo secolo ai partiti italiani la loro regione pseudo-autonoma. Mi trovi una regione autonoma in Europa, anzi nel mondo, che possa funzionare con gli stessi partiti che stanno al centro. È quello il controsenso. Poi, è vero, talvolta la lettera dello Statuto è “vecchiotta”, ma lo spirito, in ogni sua parte, è chiarissimo ed attuale. Si tratta di adattare agli istituti attuali un rapporto radicalmente confederale senza fare marcia indietro su alcun punto di quell’impianto originale, che mantiene tutta la propria validità. Ancora, non voglio proprio sentire parlare di privilegi: con lo Statuto che l’Italia non ci ha fatto mai applicare, non chiediamo piú niente a nessuno, tranne la perequazione infrastrutturale. O anche questa è un privilegio? Ci si deve decidere: o siamo italiani, e allora avere pari infrastrutture è un nostro preciso diritto, o non lo siamo, e allora non solo di autonomia, ma di indipendenza a questo punto si deve parlare. Quanto all’isolamento è solo una leggenda metropolitana. Piú autonomi si è, piú ci interfacciamo direttamente con il mondo esterno, meno sequestrati dal mondo siamo.
Ma come funzionerebbe nel concreto quel che propone?
Semplice, usciamo dall’Unione e da tutti i suoi obblighi, mantenendo a termine la legislazione per evitare il caos. Niente piú direttive e regolamenti che si applicano automaticamente, niente piú criteri di convergenza e patti di stabilità, niente piú corridoi europei o obblighi di fusione del nostro mercato nel grande mercato continentale che ci vede per forza soccombenti: forse al limite si potrebbe pensare anche ad una revoca dell’unione doganale e la creazione di una zona franca di libero scambio al centro del Mediterraneo. In realtà, se c’è buona volontà dalle altre parti, penserei ad un accordo simile a quello della Norvegia, non a caso anch’essa produttrice di petrolio, cioè dentro lo Spazio Economico Europeo e Schengen, ma fuori da tutto il resto, Eurozona inclusa ovviamente. Anche se su questo punto il discorso è un po’ complesso.
Ma è tecnicamente possibile? Facciamo parte dell’Italia.
E sulle materie che spettano all’Italia, dalla grande politica estera alle guerre, non metteremmo naso. Anche se lo Statuto – va ricordato – persino su queste materie ci concede un diritto di proposta. Quindi, tutt’al piú diciamo la nostra, ma lasciamo fare al Paese di cui facciamo parte. Se l’Italia su queste materie, o su quelle comunque statali, come i codici civile, procedurali e penale, vuole delegare in tutto o in parte le proprie funzioni all’Europa, su quelle, solo su quelle, seguiremo l’Europa anche noi, ma perché in essa vedremmo l’equivalente dello Stato italiano. Su tutte le altre materie no, decisamente no! Sulle competenze siciliane l’Italia non può, non avrebbe mai potuto, delegare materie che non erano di sua competenza alle istituzioni europee. Sulle materie a noi riservate dall’Autonomia del 1946, decidiamo noi e basta!
E cosí non moriremmo di fame?
Solo se avessimo un’economia da esportazione di prodotti finiti siciliani in Europa. Oggi abbiamo soltanto un’economia di rapina. Le nostre risorse, in buona sostanza, sono degli altri, che le comprano a quattro soldi. Domani dovrebbero pagarle. Non possono fare a meno delle nostre risorse energetiche né della nostra posizione geografica. E anche a beni culturali e ambientali, se li sfruttiamo bene, siamo messi proprio bene. Siamo in una posizione di forza e di monopolio, ma dobbiamo essere al di fuori del raggio d’azione della Commissione, della BCE e di altri strozzini di professione.
Insomma propone le stesse cose della Lega?
Ma io dico per davvero, non per acchiappare voti. Del resto per la cosiddetta “Padania” va detto che non è cosí facilmente separabile dall’Europa. Si tratta di due cose completamente diverse. E, con l’occasione, mi lasci dire una cosa. Tutto questo va fatto per salvare la democrazia e la libertà, anche quella di mercato, quella vera intendo. Quello che mi preoccupa nella deriva di questi mesi è che gli unici avversari dell’anarco-liberismo usurocrate imperante, travestito da liberalismo, non siano veri liberali e democratici, ma, di volta in volta, comunisti ortodossi, nazifascisti, nostalgici dell’antico regime, fanatici religiosi, e altri poco credibili nemici della modernità. E invece siamo noi gente comune che ci dobbiamo ribellare, non solo in Sicilia, e pur sempre nel nome di quei valori che sono scritti nella Costituzione repubblicana, vero monumento di civiltà giuridica che stiamo archiviando un po’ troppo in fretta.
Chi ci guadagna in sostanza da questa proposta in Sicilia?
In una battuta? Tutti quelli che oggi protestano piú fortemente, ma anche i tanti infelici che non hanno piú nemmeno la forza di protestare. Gli studenti che assaltano le banche sappiano che, con una nostra banca pubblica e regionale, la moneta emessa sarà sociale e gli istituti di credito con sede in Sicilia saranno assoggettati ad un nuovo regime etico, piú vicino all’uomo e lontano dalla speculazione globale. I produttori e i coltivatori oggi affamati dal brokeraggio globale sappiano che i loro prodotti arriveranno nei supermercati siciliani e saranno competitivi sul mercato esterno. Insomma, coltivare i campi o fare impresa, diventerà finalmente conveniente. Gli autotrasportatori pagherebbero finalmente meno il carburante, ma cosí anche tutti noi. Con la defiscalizzazione che ci potremo permettere attireremo investimenti e occupazione. Gli imprenditori pagheranno meno tasse, gli studenti e i giovani troveranno lavoro in Sicilia, i pensionati e i lavoratori dipendenti avranno una busta paga piú pesante. Insomma ci guadagneremmo tutti, tranne gli speculatori esterni e qualche potere forte nazionale.
Ma non è una proposta un po’ “separatista”? Non potrebbe proporre, come fanno in tanti oggi, più semplicemente l’uscita dell’Italia intera dall’Eurozona o addirittura dall’Unione Europea?
In tanti? Veramente mi sembra che, a parte alcune voci eccentriche, l’attuale governo, direttamente nominato dall’Europa, cioè dai soliti “mercati”, abbia al più qualche fronda ma pochi veri dissensi. Veda, l’Italia non è solo “troppo grande per fallire”, è anche “troppo grande per uscire” dall’Europa. La sua uscita sarebbe un cataclisma al quale né l’Europa, né l’Euro sopravviverebbero, e con queste, con ogni probabilità nemmeno il mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto sinora. Per la Sicilia, invece, è molto diverso: si tratta di una regione transfrontaliera e insulare, una marca di confine che può e deve ritagliarsi condizioni particolari se è nel proprio interesse, senza che questo traumatizzi l’economia mondiale. Diversamente, se siamo cosí importanti e centrali, allora facciamola valere questa centralità una volta per tutte nei tavoli che contano, anziché essere dileggiati e umiliati un giorno sì e l’altro pure.
Potrebbe comunque restare un po’ odioso agli altri italiani il fatto che i Siciliani tentino una via di fuga da soli…
Non credo le cose stiano così. Se la Sicilia esce dall’Unione Europea va incontro ad un vero e proprio boom economico che presto dovremmo decidere addirittura di raffreddare. Questo contagerebbe immediatamente il vicino Sud Italia, con la definitiva sconfitta della sempiterna Questione Meridionale. Per l’Italia tutta sarebbero maggiori redditi tributari, sia per quei pochi che dalla Sicilia prendono la via del Continente, sia per quelli prodotti nel Sud, senza parlare della vicinanza di un nuovo mercato in espansione. Una vera frustata di salute all’economia del Paese. Tutto ciò le sembra poco? Certo, se la sudditanza semicoloniale del Sud, o il dualismo strutturale dell’Italia, devono essere assunti come dogmi, allora il tutto può sembrare eversivo. Ma di eversivo oggi vedo la continua discriminazione dei Siciliani che, da 150 anni, sono cittadini di serie C, persino dietro quelli di serie B del Centro-Sud.
In ogni caso non resta improponibile che una semplice Regione possa uscire dall’Unione?
Guardi che non saremmo la prima. Già la Danimarca, che conta due regioni a statuto speciale, lí si chiamano “Contee”, le ha viste uscire entrambe, una dopo l’altra, dall’Unione. La Groenlandia, che è rimasta “PTOM”, cioè appartenente ai “paesi e territori d’oltremare”, associati all’Europa con un regime di scambi “post-coloniale”, o forse dovrebbe dirsi “neocoloniale”, piú o meno come le ex-colonie europee, oggi chiamate ACP (paesi dell’Africa, Caraibi e Pacifico). Ma anche le Faer Oer, che sono uscite del tutto e senza tanti complimenti. Ci sono le Isole del Canale e l’Isola di Man, formalmente piccole corone in unione personale con il Regno Unito, di fatto sue piccole regioni a statuto speciale, che nell’Europa non sono mai entrate, come Gibilterra, del resto. E si potrebbe continuare: ci sono le regioni “ultraperiferiche”, che stanno dentro ma solo a metà, come le Canarie ad esempio, che sono fuori dalla linea doganale europea; poi ci sono eccezioni fiscali di ogni sorta, per regioni insulari come la Corsica, o di montagna come il Galles, o transfrontaliere o artiche. A quanto pare l’unica regione derelitta per cui non è possibile alcuna deroga in modo assoluto sembra essere proprio la Sicilia.
Vuole dire che in questa Europa la legge “non è uguale per tutti”?
Certo che no. Quando, tempo addietro, la Sicilia tentò di usare l’autonomia fiscale scritta nel suo Statuto, che è legge costituzionale, il Commissario Mario Monti bloccò ogni iniziativa in tal senso, bollandola come “aiuto di stato”. Ora che simili potestà sono accordate a regioni come la Navarra o la Catalogna o la Scozia, ovviamente non parla nessuno. Tutti i cittadini europei saranno eguali davanti alla legge, ma di certo i Siciliani lo sono meno degli altri.
E con la moneta come la mettiamo?
Beh, tanto per cominciare la Sicilia potrebbe accontentarsi di emettere una moneta complementare regionale, che però abbia valore legale all’interno del suo territorio, in doppia circolazione con l’euro. Questa moneta, emessa da una Banca Centrale Regionale in totali mani pubbliche, ed emessa totalmente a beneficio del Governo siciliano, emanciperebbe da sola la Sicilia dallo strozzinaggio europeo. Per liberarci del tutto dell’Euro, invece, o del “pizzo” del Dollaro per gli scambi internazionali, i tempi non mi sembrano maturi. La Sicilia oggi è ancora debole, e forse deve accettare i compromessi di una sovranità limitata. Nondimeno l’Italia ha il dovere restituire alla Sicilia le riserve auree confiscate al Banco di Sicilia nel 1926 e da quelle si deve ripartire per costituire delle riserve auree e valutarie autonome, con le quali cominciare a giocare la nostra piccola partita, di stato regionale autonomo, peraltro come già previsto dallo Statuto del 1946, che voleva proprio che la Sicilia gestisse in autonomia le proprie riserve.
Ma cosí perdiamo i fondi FAS e in genere tutte le misure strutturali dell’Europa.
Che in tanti anni hanno creato solo assistenzialismo e mai vere infrastrutture allo sviluppo. Del resto l’intermediazione italiana su questi fondi si è rivelata cosí pesante da renderli del tutto vani. Credo però che sarà interesse dell’Europa, almeno in parte, negoziare con noi alcuni aiuti di carattere infrastrutturale sotto forma di cooperazione allo sviluppo, esattamente come si fa con i paesi decolonizzati. Con la differenza che ancora noi ci dobbiamo decolonizzare. È del tutto inutile fingere di essere in Assia, quando siamo praticamente nel Maghreb; rischiamo di restare sospesi con il peggio di entrambe le condizioni: quella di essere e quella di non essere in Europa.
Insomma una Sicilia italiana ma non piú europea. Pensa che i Siciliani sarebbero d’accordo?
Italiana, nel senso di regione veramente autonoma, e non solo sulla carta o per i privilegi dei deputati dell’ARS, sì. E non piú europea, proprio così, almeno nel senso della sudditanza all’Unione. Vorrà dire che come gli inglesi diremo che “Il Continente è isolato”. Ma, quanto al consenso dei siciliani, se ci facciamo un giro per i mercati o i bar a chiedere che cosa ne pensano dell’Euro, e dell’attuale governo, credo che questa uscita sarebbe acclamata a furor di popolo. Poi, ad ogni modo, ho detto che ci vuole un referendum, anzi un plebiscito. Chi ha paura di ricorrere al voto popolare per sapere cosa pensano i siciliani?
Quindi via dall’Europa, senza rimpianti?
Senza neanche pensarci due volte, questa Europa per noi è come appartenere ad un club che ci impone un tenore di vita insostenibile. Si ricordi che un anno di accise petrolifere date alla Sicilia azzera il debito della Regione e due anche quello degli enti locali e andiamo in tripla A, davanti agli USA.
E delle bandiere europee che sventolano dappertutto che ne facciamo?
Non me lo faccia dire esplicitamente, credo di rischiare qualche reato.
E il Presidente della Repubblica? E quello del Consiglio? Ci rimarrebbero male.
Se ne faranno una ragione. Ricordi il Presidente che ad accoglierlo in Sicilia ci sono state solo bandiere siciliane e che ancora non ha risposto ad un pubblico appello di cittadini che gli chiedevano com’era andata a finire con l’applicazione dello Statuto.
Un’ultima osservazione. E se per colpa nostra l’Italia andasse in default e con essa cadesse l’Europa intera?
Ma che dice? Che l’Europa sta in piedi per miracolo e che se togliamo la pietruzza della Sicilia da sotto crolla tutto? Suvvia. Non ci sopravvalutiamo. Comunque, se cosí fosse, vorrebbe dire che stanno vivendo alle nostre spalle. Ci faremo una ragione anche di questo evento. Il sole l’indomani sorgerà, e forse sarà ancora piú radioso, rispetto a questo euroincubo.
i signori forconi fino a poco tempo fa si prendevano i contributi di categoria e da bravi clienti votavano berlusconi e ...
@Ettore Ursino: a me risulta che il sindaco di Trapani si chiami Girolamo Fazio, non "Di Fazio"....
Leggendo questo articolo vedo che anche tra gli studiosi c'è molta ignoranza. Ignoranza nel senso che ignorano che l'Or...
Concordo con Orazio, spero che i catanesi decidano finalmente di martoriarsi. Per questo vorrei Salvo Pogliese sindaco d...
Un giovane con già una forte esperienza amministrativa alle spalle credo che sarebbe l'ideale per ridare smalto ed ener...
Un sindaco catanese finalmente? Sarebbe un sogno!...
Magari Pogliese decidesse di candidarsi. Basta con i vecchi arnesi della politica, stile Bianco, vogliamo un giovane pre...
ma ritirate il presidente che è cerebroleso perchè solo un cerebroleso può fare ritirare un uomo e campione vero come...
La voglio vedere tutta nel caso in cui vince Orlando, con l'IDV contro Monti, chi glieli deve dare i soldi al professore...
Era ora... il pesce dopo 'nu poco puzza....
Prof. Costa, dopo questo articolo, io glielo dico pubblicamente: TI AMOOOOOOO!
Se Goethe, visitando nel 1787 la Sicilia affermava che l’Italia senza la Sicilia non lascia immaginare nello spirito, qui è la chiave di tutto”; e se, a distanza di secoli, una scrittrice francese, Edmonda Chaeles Roux che nel 1966 vinse il prestigioso premio Goncourt con il romanzo significativamente intitolato “Oublier Palerme”, ha detto che “Nel bene e nel male, la Sicilia è l’Italia al superlativo”, vuol dire che ci deve essere una ragione perché quest’isola eserciti un fascino così potente su spiriti poetici come Goethe o su artisti sensibili come la Charles Roux. E la ragione indubbiamente esiste, quando si pensi al fascino che quest’isola ha sempre esercitato sui popoli dell’intero bacino del Mediterraneo. Applichiamo questo benedetto statuto…
esatto! geniale professore io sono perfettamente daccordo con quanto detto da lei, condivido per filo e per segno tutto e penso che questa sia l’unica soluzione possibile per uscire fuori dal meccanismo schiavista che la BCE ci impone, l’idea di una nostra moneta porterebbe tanti soldi nelle nostre tasche, in primis aboliremo il signoraggio che vede come unico beneficiaro la BCE e finalmente il popolo tornerà a essere sovrano!!!
sarei lieto di approfondire le sue iniziative E’ ORA DI SVEGLIARCI E DI PRENDERE IN MANO LA SITUAZIONE PER DARE UN FUTURO MIGLIORE AI GIOVANI E ALLE GENERAZIONI CHE VERRANNO !
Quanti ‘Massimo Costa’ hanno bisogno i siciliani per capire che solo ‘la Sicilia’ puo’ salvare la Sícilia?
E’ IMPRESSIONE SOLO MIA HO MI SEMBRA DI NON AVER LETTO LA PAROLA MAFIA IN QUESTO ARTICOLO?
Se le risposte le avesse date un fruttivendolo del Ballarò avrei trovato l’articolo divertente. Preoccupante, invece, che venga scritto da uno che è professore di economia all’università di Palermo. Se si ritiene davvero di poter fare un’analisi SCIENTIFICA (tipo il lavoro che dovrebbe fare un professore, curiosamente…) che proverebbe minimamente, almeno in un possibile scenario, quanto scritto sono sicuro che qualche editore o rivista la pubblicherebbe con molto interesse. E si potrebbe attivare un dibattito serio.
C’è solo un interesse populista e politico nell’affermare un certo genere di cose… Due consigli:
1) fare un salto a Bruxelles per vedere come funzionano le cose in Europa (francamente, ben più trasparente dei governi italiani e regionali);
2) dedicarsi a fare bene il proprio lavoro (tipo presentare pubblicazioni scientifiche sull’argomento, cercare di attivare un dottorato in economia a Palermo o, più banalmente, completare la pagina dedicata sul sito della facoltà con gli orari di ricevimento http://portale.unipa.it/dipartimenti/seaf/home/it/personale/Docenti/Costa/index.html).
@ Salvo: Pensi davvero di aver bisogno dell’Italia per NON risolvere il problema mafia? No perchè io penso che L’Italia lo ha NON risolto benissimo,rivelandosi terreno fertile per tutte le iniziative illegali che le organizzazioni criminali hanno trapiantato, Pertanto saebbe uguale!
E non mi preoccuperei neppure delle ri-trattazioni carburanti, visto che sarebbe più facile gestire su piccola scala un’evoluzione del mercato (in primis automobilistico) per la conversione progressiva dei motori con nuove tecnologie eco-sostenibili (quali motori ad aria compressa), rimettendo in moto peraltro impianti di produzione che L?ITALIA HA GIA’ CESTINATO!
Perché si dovrebbe parlar di mafia, davvero non riesco a comprendere il nesso.
Forse perché si adombra la mafia del Fondo Monetario Internazionale? Ah, no, perché si parla di Sicilia,ma certo, che stupido, come si fa a parlare di Sicilia senza aggiungere = mafia?
…dal 1861…
@salvo: la mafia non verrà mai sconfitta finquando lo stato italiano se ne serve.
Grande Prof. Costa, tiriamo fuori l’Orgoglio Siciliano, avanti con il plebiscito.
Onore al Glorioso Popolo Siciliano. AN.TU.DO.
Quindi, il degrado, l’arretratezza, l’abbandono, l’ignoranza e la carenza infrastrutturale provengono tutte dalla non applicazione dello Statuto e dal fatto che l’Italia e l’Europa vivono alle nostre spalle?
E come mai Trentino/Valle d’Aosta/Friuli sono regioni a Statuto Speciale come noi e se la passano infinitamente meglio, giocando con le stesse regole?
E come mai la Sicilia usa la sua Autonomia solo per condonare porcherie abusive di fronte alle EX-splendide coste, avallare il potere mafioso con presidenti e deputati oggi in galera o ai domiciliari per mafia, permettere pensioni di anzianita’ dopo una legislatura e il ritiro dal lavoro per l’assistenza di un parente malato?
Finiamola. Siamo culturalmente da terzo mondo, e incapaci di produrre una classe dirigente degna di questo nome!
Del resto non si dice che il pesce puzza dalla testa?
il federalismo di Gandhi applicato all’ipotesi Europea….
“Vorrei ogni villaggio autonomo e autosufficente come una repubblica” diceva Gandhi quando parlava dell’India post-indipendenza.
Il Mahatma era contrario alla secessione islamica del Pakisthan ed era contrario all’istituzione di una federazione di stati, ma aveva una visione basata sull’autonomia dei villaggi (gramswaraj), pensava ad una federazione delle comunita’ locali, libere, autonome e organizzate in rete.
Ai tempi di Gandhi non c’era ancora internet e il concetto di rete federale di autonomie locali era difficile da comprendere per i suoi contemporanei ma, oggi, ci e’ piu’ facile immaginare i cittadini del web collegati ad un ‘server’ locale e la rete dei server che collega tutti.
Per cui, nella ricerca di una variabile possibile all’Europa unita, futura federazione di stati nazionali, abbiamo cercato di tradurre in ‘europeo’ in disegno federalista di Gandhi.
Ne e’ nato un progetto sperimentale… costruire l’Europa dal basso. Se dall’alto cala solo l’ipotesi degli Stati Uniti d’Europa, dal basso facciamo partire l’Europa delle Comunita’.
Siamo cittadini europei? Si, da quando a Maastricht hanno firmato gli accordi e hanno abolito le frontiere. Per cui, ci siamo detti, dobbiamo cominciare ad entrare, con la mente, nei panni del cittadino europeo, comunitario.
Prima di tutto abbiamo creato un’associazione di fatto (non ci siamo ovviamente registrati a nessun ente del vecchio sistema nazionale), la “Comunita’ Europea Valli del Sesia “ libera associazione dei cittadini europei residenti nelle Valli del Sesia… ci siamo stampati 1000 (provvisorie) carte di identita’ europea, e ci siamo distribuiti il documento di auto-riconoscimento della cittadinanza europea… e di volontaria e libera adesione alla Comunita’.
Sono state diffuse tra amici e conoscenti che se la sono compilata in piena autonomia e la tengono nel portafoglio con la voglia di esibirla quando richiesti di un documento di identita’. Ovviamente succede di rado, perche’ si sa che siamo ancora molto Italiani e molto poco Europei.
Pero’, in queste valli montane, c’e’ una Comunita’ Europea di 1000 cittadini europei, con la consapevolezza che, se dovesse crollare il sistema degli stati nazionali, l’alternativa possibile per l’Europa dei Popoli, c’e’ …
L’autogoverno delle comunita’ europee la costituzione di una federazione di autonomie locali, associate in spirito di cooperazione e scambio delle diversita’.
Una proposta coraggiosa che potrebbe essere la ns salvezza..ma sarebbe terreno fertile x la criminalitá organizzata allo stesso tempo. Cm fa uno stato microbo cm il lussemburgo ad attrarre tanto capitale, investimenti di ogni genere, un paese con risorse naturali nel complesso inferiori alla sicilia, e noi con tutto ció che abbiamo siamo con le pezze.. Un clima fantastico, un turismo naturale e culturale che nel mondo si sognano, e che noi nn sfruttiamo neanche in minima parte.. La rovina della sicilia sono i siciliani, che non riescono a cambiare mentalitá, il solito futti futti ca dio perdona a tutti
bene vedo che il professore costa ha sciolto i nodi fatti a mo di strangolamento della sicilia , e vero la sicilia senza l’italia rinascerebbe sia umanamente che economicamente , un popolo che nel passato ha conosciutogloria e benessere e che poteva contare su industrie agricoltura, turismo gia allora e fiorente figuratevi che l’imperatore cinese veniva a farsi le vacanze in palermo come dimostrato dalla palazzina cinese presso favorita , si favorita perche era un parco dove il re napoletano si veniva a fare anche lui le vacanze qui ma allora l’italia che cosa ha portato? benesserte?lavoro industrieo forse ha portato la mafia o caspita e vero vitt emanuele prendeva i signorotti di piazza e li pagava per tenerci disuniti con la paura ma guarda un po che industria ha portato lò’italia bene oggi ,m l’italia si puo riportasre l’industria nuovamente nelle case da dove e venuta e ridarci la liberta e la ricchezza che avevamo grazie italia . grazie sicilia di esitere e grazie di avere uomini che ti amano come il professore costa come il signor armao e anche lombardo . poi ringrazio tutti i siciliani che credono nella lòiberta e nella autonomia siciliana grazie di esistere e di dare un futuro ai giovani siciliani che non arricchiscono piu con la loro manovalanza le tasce dei politici venduti al nord e al mondo .
Dopo che ho sentito che la palazzina cinese la usava “l’imperatore della Cina” direi che per oggi ne ho sentite abbastanza. Vattela a visitare almeno, così scopri che la hanno costruita i Borbone… Che per inciso non è che fossero “i re napoletani” ma i regnanti del regno delle due Sicilie.
Aveva ragione Churchill: “Il miglior argomento contro la democrazia è una conversazione di 5 minuti con l’elettore medio”. E aggiungo che forse 5 minuti sono anche troppi.
Signori…, se siamo arrivati a questo punto, cioè al punto di sentirci prigionieri nella nostra terra o prigionieri di un mondo che ci appartiene…., la colpa non è dei siciliani o del nostro arcaico modo di reagire a certe legali ingiustizie.Dunque, se qualcuno di noi si sveglia e incomincia non solo a pensare ma a trasmettere un’opportunità praticata già da altri e in altri territori simili, non ci vedo niente di male o di anormale. ci vedo soltanto qualcosa che può condurci verso la libertà ma soprattutto verso quella Dignità che ha costruito il meraviglioso mondo di ieri ! Merlino
Ci mancherebbe… Si troverà anche domani qualcuno a cui dare la colpa, giusto per stare tranquilli.
Bella l’idea di una Sicilia completamente autonoma al centro del mediterraneo mediatrice culturale ed economica dei paesi che vi si affacciano,ma purtroppo ,anche se a molti non piace,non siamo pronti ,siamo legati ancora ad un nepotismo tutto italiano,la mafia c’e inutile negarlo e i siciliani purtroppo ne sono ancora schiavi e stranamente affascinati,per i siciliani la cosa pubblica non esiste e uno stato tipo quello creato da Federico II non e ‘ proponibile ,certo si può e di deve cominciare a gettare le basi perché l’idea e’ molto ma molto stimolante …lavoriamoci su ma si deve creare un gruppo di tenaci e onesti siciliani capaci di tirare il mondo ..a ..non dimentichiamo che la Sicilia ha sempre fatto e sempre farà gola al mondo …e la cosa dovrebbe solo essere sfruttata ma stando molto attenti….
In molti pensano che una Sicilia più autonoma, più indipendente sarebbe donata in pasto alla mafia. ALtri pensano che i Siciliani siamo incapaci di governarci e che l’autonomia non l’abbiamo saputa sviluppare noi, come l’hanno fatto in Valle D’Aosta, Friuli o Trentino Alto Adige. Altri dicono che la rovina della Sicilia sono i Siciliani.
Io piango, perche sono un Siciliano che purtroppo non vive in Sicilia e vede come i Siciliani si arrendono, fanno i vigliacchi, preferiscono emigrare a studiare, lavorare o vivere fuori dalla propria terra e se ne fregano della Sicilia.
Io non mi arrendo io sono Siciliano i miei antenati non si arresero davanti ai francesi, si ribellarono e formarono il primo parlamento del mondo. Io non mi arrendo perche sono Siciliano e i miei antenati si ribellarono per 4 volte alla tirannia borbonica. Io non mi arrendo perche sono Siciliano e i miei antenati lottarono per avere un autonomia. E io non mi arrendo perche sono Siciliano, e se i miei antenati non si arresero davanti i francesi, i borbonici e gli italiani, dopo 65 anni di incompiuta autonomia io non mi arrendo.
Io non voglio che i studenti, ricercatori, professori, dottori…se ne vadano al Nord Italia o all’Estero. Io come Siciliano non mi arrendo e se ci deve essere un Siciliano che deve emigrare e il Siciliano ladro, mafioso. In una Sicilia governata da Siciliani orgogliosi di essere Siciliani, governata da Siciliani che si sono ribellati davanti chi li opprimeva, la mafia mai potrà approfittarsi dei siciliani, perchè la mafia sarà rispedita al remittente! il mafioso sarà l’emigrante non il Siciliano lavoratore.
Io vi chiamo vigliacchi a voi Siciliani che non avete fiducia nella vostra famiglia nel vostro popolo, vi chiamo ignoranti,perchè non avete mai voluto studiare la vostra propia storia, vi chiamo ascari perchè ci avete tradito.
Parlare di quello che potrà essere la Sicilia se ha l’indipendenza o l’Autonomia non attuata da 65 anni è sognare per un mondo migliore per i Siciliani, negare di sognare in un domani migliore è accettare il nostro presente, presente che tutti voi conoscete, un presente dove la mafia fa i suoi interessi, un presente dove i siciliani che vogliono lavorare se ne vanno via, un presente in cui le nostre tradizioni, lingua e coltura si perdono perchè pensiamo che sono non utili.
Non volete una Sicilia migliore? non volete sognare di avere un futuro migliore? e che minchia di comportamento è questo! sempre facendoci pestare dal resto, e assumendo che niente si può fare. Per rispetto dei vostri antenati che hanno lottato per una Sicilia migliore, non vi dico di ribellarci, ma di avere fede in noi stessi.
Certo, il prof. Costa ha gettato il classico sasso nello stagno suscitando giudizi e osservazioni. Ma, ahimé, ancora una volta, leggo solo affermazioni di principio; forse questa volta più articolate, ma ancora una volta – il prof. mi scuserà – fumose, evanescenti, ma, credo, non potesse fare altrimenti. Com’era doveroso ha gettato tutta la carne sul fuoco ma, accortamente, non ne ha fatto bruciare un solo brandello perché si é mantenuto sulle generali. ottimo per cominciare; ma mi consentirà di non accontentarmi di una sorta di decalogo per “credere, obbedire, e combattere” per una battaglia, per me, sacrosanta, ma che abbisogna di ben più solide e profonde riflessioni. La cosa, però, che più mi ha impressionato é stata la certezza con la quale il prof. afferma che “i nostri giovani troveranno lavoro in Sicilia” (ricordo che la percentuale dei giovani disoccupati rasenta il 30%) che stride in maniera impressionante con l’immediatezza con la quale si pensa a un’uscita dall’Europa e, anche dall’Italia. Come si pensa di dare lavoro, dall’oggi al domani, a una massa di affamati di dignità? C’é ancora molto da discutere, elaboraree affinare,prima di proporre e pensare di ottenere un’autodeterminazione, perché il pericolo consiste proprio nel fallimento di una simile consultazione che ci farebbe, quella sì, piombare nel profondo del più profondo sud del mondo.
Non credete che i problemi della Sicilia potrebbero addirittura peggiorare? Questo professore parla di macro economia in termini un po’ semplicistici, se fosse così semplice l’Albania sarebbe la Svizzera. I fattori che determinano la richezza di una regione sono tanti, non sono solo politici. Gli svantaggi della Sicilia vanno, devono essere attribuiti ai suoi amministratori, ai politici, ai criminali e così via su su fino al più onesto dei cittadini e non agl’altri italiani. Ora addirittura a Bruxelles? Chi vi garantisce che sarebbe tutto diverso? Una monteta locale varrebbe molto poco e tutto ciò che in Sicilia non si produce verrebbe a costare molto di più, come la mettiamo con il debito pubblico italiano, pensate che non ve ne spetti una parte? tripla A? Oggi noi italiani(da Siracusa a Bolzano) abbiamo l’opportunità di adeguarci alle regole europee, mediamente più avanzate delle nostre, non lasciamo che questa opportunità sia persa per titubanze culturali. Il segreto del successo dei popoli è nell’unione, non nella divisione, sembra una frase fatta ma non lo è. Avere il senso della collettività, del bene comune, “io mi stacco e penso agli affari miei”, è un atteggiamento individualista, egogentrico, che ci fa regredire socialmente.
@ Salvatore: quando dici che “si é mantenuto sulle generali. ottimo per cominciare; ma mi consentirà di non accontentarmi di una sorta di decalogo per “credere, obbedire, e combattere” per una battaglia, per me, sacrosanta, ma che abbisogna di ben più solide e profonde riflessioni’, non si puo` non essere d’accordo con te, ma devi convenire che qui siamo in un blog, che volevi analisi specifiche?
@ Cesare: “i problemi della Sicilia peggiorare”? Ma tu vivi in Sicilia? Peggio di cosi mi pare impossibile….
@ Michelangelo: il tuo commento e` bellissimo, lo faccio girare a tuo nome, si capisce!
Premetto che condivido al 100% la proposta del professore Costa. Sicilia fuori da quest’Europa delle oligarchie finanziarie e subito! Su questo non c’è alcun dubbio.
Ma, mi chiedo, come la prenderebbero tutti quei cittadini siciliani che:
- non sanno che l’Europa sta togliendo ogni tipo di sovranità agli stati membri
- non sanno che di “democrazia” questa Italia e questa Europa conservano solo il nome
- non sanno che il principale motivo della crisi economica italiana e dei relativi provvedimenti da “stretta della cinghia” del Governo Monti è proprio il fatto che l’Italia, con l’ingresso nell’Euro, ha perso la propria sovranità monetaria e, quindi, non può gestire il debito a suo piacimento (come fa, ad esempio, il Giappone che lo ha più alto del nostro e, nonostante ciò, non ha alcun problema)
- non sanno che la Mafia “come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione non era mai esistita, in Sicilia. La mafia nasce e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia” (parole di Rocco Chinnici, magistrato integerrimo, ucciso dalla Mafia nel 1983).
- non sanno che i precursori dei mafiosi sono stati tra i soggetti che hanno dato un importante contributo alla fondazione dello Stato Unitario, ben ricompensati (da qui le considerazioni di Chinnici di cui sopra). Ed oggi, come ieri, la Mafia continua la sua collaborazione (e, perciò, si permette la sua esistenza) con pezzi deviati(?) delle istituzioni italiane (le inchieste sulla strage di Borsellino non insegnano davvero nulla?!?)
- non sapendo che lo Statuto di Autonomia della Regione Siciliana non è stato mai attuato nelle parti più importanti per una precisa volontà dello Stato Italiano, si chiedono come mai in Trentino o Val d’Aosta l’autonomia abbia portato ricchezza e in Sicilia no; e, quindi, ne deducono che non siamo, noi siciliani, capaci di autogovernarci.
- non mostrano alcun interesse per le grandi questioni politiche e sociali e si rifugiano nel loro squallido individualismo o, al massimo, “familiarismo”, non comprendendo che così lasceranno ai propri figli un avvenire di lacrime e sofferenze
- non sanno che credendo in un sogno ed impegnandosi affinché tale sogno, per quanto possa sembrare grande ed irrealizzabile, si possa avverare, solo così si cambia la storia
Tutte queste persone, che ne penserebbero di una cosa del genere? Ci si auspica che, quanto prima, si possano svegliare, possano aprire gli occhi, si possano documentare e prendere coscienza. Allora, solo allora, smetteranno di sentenziare “luoghi comuni”. E solo allora, con un Popolo compatto che esprime (per mezzo di un referendum, perché no?) la sua volontà di non far più parte di questa Europa dei poteri finanziari, solo allora il sogno si potrà realizzare. Tutto sembra lontano ma ho la sensazione che, in realtà, il giorno in cui ciò si potrà realizzare è più prossimo di quanto si possa credere.
P.S.: Mi hanno particolarmente colpito – e anche commosso – le parole postate più sopra da Michelangelo La Spina. Se tutti i Siciliani fossero come lui o, in genere, come chi è costretto a vivere lontano dalla propria terra, domani stesso il sogno diverrebbe realtà. Sono certo che dai nostri fratelli emigrati all’estero potrà venire un grandissimo contributo al risveglio della Sicilia.
Complimenti, lucida ed obiettiva disamina non fa una grinza, credo sia la soluzione piú logica e conveniente per noi per uscire dal vicolo cieco in cui ci trascinano i fratelli d’italia, ma purtroppo proprio per questo non ce la faranno fare mai! A meno che non siamo tutti compatti e determinati! Ve la sentite?
Concordo e approvo l’idea del prof. Costa e propongo di far circolare tre monete: euro, dollaro e moneta siciliana pubblica. Le tre gambe della Sicilia saranno queste tre monete. Vi assicuro che questo è possibili perchè conosco alla lettera i meccanismi su cui si basano i sistemi monetari ed in uno stato democratico e aperto al mondo possono in teoria circolare tutte le monete.
Molti siciliani devono pensare in maniera univoca di fare avverare la nostra salvezza! Basta non pensare mai alle cose che non vogliamo o che pensiamo di non potere avere . Iniaziamo a pensare tutti insieme alle cose che vogliamo! Cambiare i nostri pensieri, essere positivi e i nostri pensieri saranno la nostra immensa forza. La Vita ci verrà incontro ed usciremo da questa stupida ed inutile crisi europea. Noi possiamo ottenere Tutto ma se pensiamo sempre alle cose che non volgiamo arriveranno sempre cose che non volgiamo perchè pensiamo solo a quelle. Non dico niente di nuovo, è ormai anche scientificamente provato dalle Leggi di Quantistica quanta potenza ha la nostra mente. Pensiamo, Pensiamo e pensiamo alemno un paio di minuti al giorno che noi siciliani tutti siamo diventati di colpo felici e liberi e ricchi nella nostra amata isola.
Marco la smetti di ripetere luoghi comuni triti e ritriti, ancora credi alla befana e a babbo natale! Cosa tiorta il carbone quest’anno? Se continui a sosrare stronzate…..
@ Salvo Lupo: d’accordissimo con te! Se ci unissimo di pensiero, scateneremmo una onda di energia che in me che non si dica si realizzerebbe…. il nostro benessere! il pensiero e` energia e l’Energia e` potenza!
Finalmente uno che ha le idee chiare sul dafarsi; basta ipocrisie e guardiaamo in faccia laa realtà; basta con la Sicilia come terra di conquista e silos per la fornitura di manodopera per l’Europa intiera.
W la Sicilia-Stato!!!!!!!!!!!!
Propongo il governo della Sicilia indipendente. Presidente Totto Riina. Presidente del Consiglio Bernardo Provenzano. Ministro degli interni e comandante in capo dell’esercito Matteo Messina Denaro. Ministri con il portafoglio che resta e lacchè di corte: Schifani,Cuffaro,Alfano,Vizzini,Mannino, Romano. Finti oppositori, i titolati esponenti del PD siciliano, Lumia in testa.
Mario1, forse hai dimenticato di inserire anche te fra questi ! ah ! ah ! ah !
scusami…, ma non possiamo continuare a scherzare…, qui c’è in gioco il nostro futuro! merlino
@ F.G., le perplessità che sollevi, derivano dal fatto che i siciliani, come gli itaiani del resto, hanno delegato tutto ai politici. Sono i politici siciliani che hanno tradito il loro popolo.
Inoltre, molti commenti fanno trasparire il timore, che una sicilia indipendente, sarebbe preda della mafia, questi commentatori non capiscono, che ora, siamo preda della mafia. La gente nell’era dell’informazione telematica, ha le idee molto confuse, basta andare a ritroso nel tempo per capire, ci sono diversi fatti che ci inducono a pensare questo, partendo da un centinaio di anni fa, fino ai nostri giorni, oltre l’autorevole affermazione del magistrato Rocco Chinnici, che hai riportato nel tuo commento.
Giuseppe De Felice deputato siciliano, ebbe a dire nel 1899, in parlamento
” la mafia non é la vergogna della sicilia, ma dello stato che la mantiene”,
certamente questa frase esprime chiaramente ciò che avveniva in quell’epoca ma una cosa simile é stata detta anche da un presidente del consiglio italiano, Sonnino Sidney, non certo siciliano. Quello che dobbiamo sapere oggi, siamo nella stessa situazione di allora ? E’ cambiato qualcosa ?
In quanto all’intervista del grande Prof. Massimo Costa, lo vorrei pregare
di postare i suoi preziosi commenti in tutti i blog siciliani, e su face-book, sopratutto, troverà adeguata adesione di tanti siciliani.
Purtroppo devo quotare in pieno ciò che scrivono, prima di me, Marco e Luca e dico purtroppo perchè vorrei che avessero torto, ma invece hanno perfettamente ragione. Il sito del professore è -come segnalato da Marco il 19- ancora incompleto…!
E il professore è emblematico, sempre purtroppo, di ciò che la maggior parte di noi siciliani siamo: parolai, saccenti utopisti, teorici, buoni a fare letteratura, ma NON a FARE COSE, a costruire concretamente, ad amministrare correttamente…!
Gli esempi citati da Luca sono illuminanti e vorrei che gli altri lettori che invece si dichiarano entusiasti delle idee del prof Costa li meditassero.
E lo dico, ripeto, con estrema amarezza, perchè io -come purtroppo non molti altri siciliani- lo statuto siciliano lo conosco bene e … mi rodo il fegato proprio perchè, dopo averlo conquistato COL SANGUE, nessun governante siciliano è stato capace di farlo valere. NESSUNO!
Ma, sempre purtroppo, persino il confronto con altre regioni NON a statuto speciale -come, ad es. Lombardia o Emilia…- dimostra che noi siciliani SIAMO INCAPACI di AUTOGOVERNARCI, sappiamo solo far crescere clientele, speculazioni a danno di tutti e a vantaggio dei soliti noti, debito pubblico, … e non sappiamo far crescere il lavoro vero, le imprese vere, la politica sana.
La Fiat è andata via perchè le infrastrutture di cui aveva bisogno la regione siciliana le ha realizzate dopo OLTRE 20 anni! I conterranei del messinese stanno ancora aspettando gli aiuti promessi nelle alluvioni precedenti a questa! A Palermo ci sono ancora persone nei container! E questo solo per citare qualche esempio. Conclusione: noi siciliani non abbiamo bisogno nè di pifferai magici nè di tromboni, e non ci salveranno statuti, leggi speciali, sconvolgimenti legali, … ma DOBBIAMO CAMBIARE NOI.
Dobbiamo NOI smettere di eleggere persone oneste e capaci anzichè “amici degli amici”,dobbiamo NOI pretendere che l’acqua arrivi ogni giorno, che le strade abbiano immediata manutenzione, che le amministrazioni pubbliche e gli incaricati di pubblico servizio siano trasparenti, coi siti web aggiornati e corretti, che i controlli siano inesorabili, che il denaro pubblico venga speso con oculatezza e onestà ancor maggiore che se fosse nostro, che insomma innanzi tutto diventiamo CITTADINI NORMALI di un PAESE NORMALE, e poi avremo anche la forza morale e politica per far rispettare il nostro statuto. Fino a quando non saremo capaci di questo cambiamento radicale avremo bisogno di PADRONI, diversamente (seguendo le suggestioni di Costa) finiremmo come lo Zimbabwe dopo l’estromissione dei bianchi!
Prima che il solito osservatore del dito anzichè della luna che esso indica faccia speculazioni ardite sul mio refuso, preciso che la mia espressione “Dobbiamo NOI smettere di eleggere persone oneste e capaci anzichè “amici degli amici”” evidentemente va letta così: Dobbiamo NOI COMINCIARE ad eleggere persone oneste e capaci …
Perchè, aggiungo adesso, persone oneste e capaci in Sicilia ce ne sono tantissime, peccato che noi ci impegniamo diligentemente a NON eleggerle, perchè gli onesti non potranno e non vorranno raccomandare nostro figlio, non vorranno e non potranno rendere edificabile il nostro terreno, … e allora continueremo così, a sognare distacchi dall’Europa e zone franche, mentre la nostra casta regionale resta la più privilegiata d’Europa, mentre continuiamo a non spendere per intero i contributi europei, mentre le nostre città restano senz’acqua ma, in compenso si arricchiscono di debiti e d’immondizia.
“Complimenti” a chi ha fatto notare che rendere la Sicilia autonoma sarebbe come consegnarla nelle mani della mafia. In effetti sì, la mafia diventerebbe un peso per la nostra economia, i negozianti sarebbero costretti a pagare il pizzo, si avvierebbero trattative con lo stato per far ottenere alla mafia maggiori poteri e gli uomini di spicco che tentassero di opporsi a tutto questo verrebbero fatti ammazzare. Fortuna che oggi le cose sono diverse e queste cose che ho detto non succedono… Ma fatemi il favore, chi sostiene questo è ignorante oppure interessato a mantenere lo status quo.
Complimenti (questa volta senza alcun sarcasmo) al professore Costa.
Individuare nell’Unione Europea un problema per la Sicilia, è quanto meno problematico. Il budget dell’Unione Europea è l’1% del PIL dei suoi paesi membri. In termini assoluti, è una cifra intorno ai 120 miliardi di Euro, circa il doppio del PIL Siciliano. Sì, avete letto bene, la UE è equivalente in termini economici ad un paio di Sicilie. Non credo sia possibile pensare veramente che i problemi della Sicilia e dei Siciliani derivino in alcun modo dalla UE.
Dato che il budget della UE è sempre stato così piccolo, non è mai stato veramente possibile pensare di poter risolvere i problemi infrastrutturali della Sicilia con fondi Europei. I fondi Europei sono sempre stati pensati come un incentivo, ma la gran parte del lavoro infrastrutturale, in Spagna come in Irlanda, in Slovenia come in Polonia, è stato pagato e viene pagato con fondi propri. Quello che è sempre mancato in Sicilia, è la volontà della Repubblica Italiana di metter alcunché.
Per fare un caso, la A20 da Buonfornello a Messina è costata 4 milioni di Euro al chilometro. Ci sono 282 viadotti e 155 gallerie in 183 km, ci hanno messo 36 anni a costruirla. Si può paragonare alla Roma-Latina, attualmente in costruzione a 30 milioni di Euro al chilometro (http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_gennaio_22/strada-roma-latina-marangon-181307257918.shtml), o alla Pedemontana lombarda che il Sig. Formigoni ci informa costare 50 milioni di Euro al chilometro (http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/205000/200311.xml?key=oreste+pivetta&first=651&orderby=1&f=fir&dbt=arc), e c’è chi dice che potrebbe arrivare a 74 milioni di Euro al chilometro (http://www.lastampa.it/search/albicerca/ng_articolo.asp?IDarticolo=2177809&sezione=Italia).
I soldi per le infrastrutture Siciliane fisiscono lì, in Padania, in Veneto, nel Lazio, e tutti si possono incolpare, ad iniziare dai politici siciliani complici di tali scelte, ma certo non l’Unione Europea.
Alessandro,
il problema dell’Europa non è il suo ruolo finanziario diretto, che è trascurabile. L’Europa il lavoro sporco non lo fa direttamente, lo fa fare agli stati.
Il problema dell’Europa è che, dentro, non c’è nessuna autonomia possibile per la Sicilia. Quindi o ci si rassegna al sottosviluppo, o si aderisce all’Europa come paese autonomo, o si concorda uno status speciale di regione periferica al di fuori del “core” dell’Europa. Che è quello che dice il professore.
Il problema dell’Europa sono le sue leggi, troppo piegate alle multinazionali ed ai banchieri. Quindi, finché non cambia, e finché non potremo influire su di essa, meglio starne piuttosto lontani.
caro Prof. costa se lei è d’accordo possiamo iniziare subito… a fare le sottoscrizioni per un referendum e per dare dignità al POPOLO SICILIANO. METTIAMO IN ATTO LA PROPOSTA, DECIDA LEI, L’INIZIO.
Con tutto il rispetto, se non fosse che sono una persona educata, e che è periodo di Natale e siamo tutti più buoni, direi di avere letto la PIù GRANDE “MINCHIATA” del millennio passato e futuro!
Ma siccome sono bene educato e non voglio usare questa parola siciliana ormai entrata nel vocabolario italiano… faccio uso del più elegante francese e declinare la “supposta” proposta dell’esimio professore come una banalissima, populista e demagogica BOUTADE!
Non vorrei però che a differenza del termine “minchiata” che ha ormai contaminato l’italiano, la Sicilia venga contaminata dalle “minchiate” separatiste di matrice leghista, specie quando sono prive di fondamento scientifico e vengono proferite da autorevoli professori senza essere corroborate da dati economici veri e non presunti..
Ringrazio tutti dell’interessante dibattito che ha suscitato l’intervista.
Ovviamente è un intervista, non un trattato. Dietro c’è teoria, buona teoria dal mio punto di vista, tanto economica, quanto politica e sociale.
Ma non è il momento di richiamare questo. Risponderò a tutte le osservazioni serie al momento opportuno,
Qui voglio solo fare notare come sia iniziato il linciaggio dell’eretico, ovviamente sul piano personale, professionale, etc.
Dal sito che non avrebbe gli orari di ricevimento (cercate bene, c’è un link al sito di facoltà dove è ben evidenziato da tempo), al fatto che non so fare bene il mio lavoro, fino agli insulti, etc.
Una bella proposta di censura da parte del Rettore, perché no?
Meno male che l’Europa è la patria della libertà di pensiero. Pensate se vivessimo in un regime totalitario cosa sarebbe successo.
Buona manovra a tutti.
non bastavano i riferimenti alla mafia, (nata storicamente con l’unificazione d’italia e presente in tutti, dico tutti, i paesi capitalisti del mondo!), ora c’è pure qualcuno che fa riferimenti alla lega! disconoscendo (o peggio ancora facendo finta di non conoscere) che la storia dell’indipendentismo siciliano è una storia antichissima! senza andare troppo indietro nel tempo, quella recente parte almeno dalla seconda guerra mondiale. apriamo la mente. la lega è un partito razzista dei peggiori che esistano al mondo, noi siciliani siamo uno dei popoli più tolleranti, avendo convissuto da sempre con altre culture ed etnie. loro parlano della padania, noi parliamo della sicilia, nazione realmente esistita. il pensiero da italietta è troppo provinciale: sarebbe come dire che i catalani o i baschi sono uguali alla lega, perché anche loro vogliono l’indipendenza o l’autonomia. ripeto: apriamo la mente. sogniamo il nostro futuro. realizziamolo.
Caro Porf. Costa non faccia la vittima, nessuno l’ha insultata se ritiene di esserlo stato le porgo le mie scuse, ma non faccia la vittima lei non è un venditore ambulante di generi alimentari, con tutto il rispetto per gli ambulanti, lei è un accademico che con l’autorevolezza del titolo esprime idee liberamente che liberamente e giustamente vengono contestate…
Lei insegna economia non zoologia..
Lei ha una grande responsabilità se dice, a mio avviso, banalità non fondate che portano al disastro economico sociale e politico della Sicilia le dice con consapevolezza e buona fede ma ciò non toglie che qualcuno le possa utilizzare per farne uso politico come in passato altri fecero uso delle teorie di Marx e di Hegel per giustificare dittature di destra e di sinistra e oggi la Lega al nord fa delle idee strampalate del fu prof. Miglio.. Auguri e Buon Natale!
@Ciccio: a Ciccio, io non so come tu abbia maturato queste tue opinioni, ma chiaramente almeno su quei punti siamo abbastanza distanti. Innanzitutto, cosa intendi con “Europa”? L’Unione Europea, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo, la Banca Centrale Europea o qualche altra istituzione? Tranne il Consiglio Europeo, che sono gli Stati stessi, non vedo nessuno che possa far fare un qualsiasi tipo di lavoro agli Stati, se questi non vogliono farlo.
Commento dedicato a tutti quelli che dicono che la Sicilia non è in grado di governarsi da sola; a tutti quelli che dicono che la mafia farà i suoi interessi e che la proposta del Professore Costa è una “minchiata”!
Avete paura di cambiare la Sicilia? vi stà bene così?
Proponete e diteci come possiamo avere una Sicilia migliore.
Spiegateci come l’Italia aiuta alla Sicilia.
@Muichelangelo: Non sono un economista faccio l’avvocato ma ti segnalo uno delle centinaia di articoli sul tema scritti da esperi molto più di me ne cincollo qui che spiega cosa accadrebbe all’Italia e no alla sola Sicilia se uscisse dall’area EURO perchè alla fine di soldi si tratta e il tema post dal prof. Costa tradottto significa che solo la sicilia dovrebbe uuscire dall’euro..LA SUDDETTA “MINCHIATA”!
E SE L’ITALIA USCISSE DALL’EURO?
Se un’impresa è in difficoltà l’imprenditore si chiede che cosa gli convenga fare: contrarre mutui a tassi altissimi, dal momento che anche le banche conoscono la difficile situazione della società, o dichiarare fallimento, contentandosi di non perdere di più di quello che ha già perso?
Lo schema vale anche per l’euro. Fino ad oggi ci si è posto solo il problema delle condizioni del salvataggio, per esempio della Grecia. Da un lato essa deve fare questo e quello, dall’altro i Paesi che se lo possono permettere devono fare questo e quell’altro. Ma perché non considerare anche costi e ricavi del fallimento?
I governanti si esprimono come se considerassero una bestemmia l’ipotesi della fine dell’euro ma a livello popolare l’ipotesi circola molto e crea problemi politici. In Paesi come la Germania o l’Olanda troppi si chiedono perché mai dovrebbero ripianare i debiti di nazioni spensierate come la Grecia, la Spagna o l’Italia, e ciò che non si osa sussurrare nelle cancellerie viene gridato ad alta voce nelle osterie. Magari da voci rese impastate dalla birra.
L’ipotesi dell’uscita volontaria dall’euro è la meno importante, perché la meno appetita. Secondo Federico Fubini, del Corriere della Sera, che riferisce uno studio dell’Ubs(1), nel caso di Atene “ogni greco pagherebbe tra 9.500 e 11.500 € il primo anno e 3-4.000 € negli anni successivi, [costi] notevolmente superiori ai sacrifici dell’austerità”.
Si vada dunque all’ipotesi delle Kneipe tedesche. La volontà degli ubriachi di non pagare per gli altri è certamente ragionevole ma bisogna vedere se conviene economicamente. Secondo l’Ubs, “il costo della fine dell’euro per un contribuente tedesco o olandese sarebbe otto o dieci volte più alto del più caro dei salvataggi”, quanto meno nel primo anno seguente la rottura.
Ma questo calcolo potrebbero essere aleatorio. Più serie e difficilmente contestabili sono le osservazioni che seguono. Eliminando l’euro, “La moneta dei Paesi periferici si svaluterebbe di circa il 60%, come accaduto ai pesos argentini dopo la fine della parità con il dollaro. Come in Argentina, le banche arriverebbero rapidamente al collasso perché i cittadini cercherebbero di ritirare i loro risparmi per spostarli all’estero” e “Anche le banche tedesche o olandesi andrebbero ricapitalizzate a costi altissimi, per le enormi perdite sui titoli dei Paesi del Sud. Le valute dei Paesi del Nord si rivaluterebbero almeno del 40%, mettendo fuori mercato interi settori industriali. La disoccupazione crescerebbe ovunque in Europa, l’instabilità sociale e politica sarebbe inevitabile”. Dopo undici anni di moneta unica, l’uscita dall’euro di un gigante come l’Italia provocherebbe un enorme sconquasso. Si può ammettere che non bisognava creare l’euro, ma oggi tornare indietro da quell’errore sarebbe più costoso che tentare di andare avanti. Con buona pace dei bevitori tedeschi, i governanti la sanno più lunga di loro.
Dal momento che nessuna teoria vale quanto un esperimento concreto il riferimento all’Argentina è importantissimo. Una moneta debole, cessando la parità artificiale con una moneta forte, va immediatamente a cercare nel mercato il proprio reale punto di equilibrio. E questo punto di equilibrio non può che essere molto al di sotto della precedente parità. Qui si parla del 60% ma, anche limitandoci al 50%, ecco alcune delle conseguenze. La prima è il raddoppio del prezzo di tutti i beni importati. La benzina passerebbe dall’oggi al domani a tre euro al litro. Raddoppierebbe il prezzo di tutto ciò che è importato, per esempio televisori, telefonini, automobili straniere, elettricità dalla Francia, gas dalla Russia, e via dicendo. Perfino senza acquistare nulla di nuovo, ci troveremmo a pagare il doppio i pezzi di ricambio per le Ford, le Renault, le Toyota che abbiamo già comprato. Aumenterebbe anche il costo degli alimentari, perché anche in questo campo importiamo molto, dal grano alla carne. Di botto, sarebbe come se gli stipendi, pur rimanendo nominalmente gli stessi, fossero decurtati, del 30-40% del potere d’acquisto. Non osiamo immaginare le conseguenze politiche e sociali.
@Massimo Costa: io personalmente non sono convinto per nulla che la perdita anche solo parziale per i Siciliani del diritto di libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali che potrebbe derivare dall’uscita della Sicilia dall’Unione Europea possa essere in qualche modo bilanciato da qualche altro vantaggio.
Non capisco nemmeno perché si dovrebbe revocare l’unione doganale, e quale sarebbe la differenza con una zona franca di libero scambio. Capisco che è soltanto un’intervista, ma questi, ed altri, mi sembrano punti abbastanza cruciali.
La mafia era un fenomeno rurale legato al latifondo della Sicilia occidentale, la ‘ndranghete era composta da quattro pastori della locride, la camorra era formata dai guappi dei quartieri napoletani e la sacra corona unita non era manco nella mente del Signore.
150 dopo, sappiamo tutti cos’è diventata la mafia e la camorra; la sacra corona unita è nata, è cresciuta ed è pasciuta; la ‘ndranghete è diventata l’organizzazione criminale più potente non dell’Italia o dell’Europa, ma DEL MONDO!!!
Lo stato italiano ha lasciato metà del territorio italiano in mano alla criminalità organizzata, ha fatto (e continua a fare) affari ed ntrallazzi con essa e con essa controlla metà della popolazione italiana, impedendone lo sviluppo sociale ed economico.
Per combattere il terrorismo che interessava il nord del paese, si misero in campo tutte le energie e tutte le risorse di cui si disponeva, ed anche di più!
Non ho fiducia nell’Italia…ha solo preso senza dare nulla e, da quel che vedo e sento, non avverto nessuna inversione di tendenza.
Non ci sarà mai “una nuova generazione di politici siciliani” finché ci sarà qualcuno che lusingherà con promesse, favori e personalismi questi nostri politici siciliani. Quando il cordone ombelicale con Roma sarà interrotto e il politico siciliano “si po’ cuccari sulu a Palermu” e non avrà fuori dai confini della Sicilia nessun padrone a cui poco interessa delle nostre sorti (anzi, come abbiamo visto in questi ultimi 150 anni, l’unico interesse avuto è stato quello di spogliarci e di mungerci come di fa con una vacca) solo allora una “nuova generazione di politici siciliani” potrà fare gli interessi dei siciliani.
A parziale integrazione del commento di angelo argento:
Soltanto nel 2010, l’Argentina è riuscita a ritornare ai livelli del 1998, e non che stia facendo chissà quale crescita.
Nel 2010, dopo 12 anni, sono riusciti a ritornare dov’erano prima.
Sono una dozzina di anni persi, ed ad occhio e croce (ma il calcolo si potrebbe fare anche abbastanza preciso), volendo quantificare cosa è costato agli argentini, rispetto all’ipotesi di stasi del PIL (il caso RI 2000-2011),sono 30 mila dollari americani correnti a testa persi, cioé una famiglia con padre, madre e due figli ha mediamente perso 120 mila dollari.
Se poi uno considera che questo recupero è stato quasi tutto dovuto alla crescita delle materie prime (che nella Repubblica Italiana non ci sono, e che anche in Sicilia sono pochissime rispetto alla popolazione residente!), per cui oggi l’economia argentina è in una posizione peggiore rispetto a quella del 1998 (molta più correlazione con le materie prime implica minore livello di sviluppo e maggiore fragilità), se quello è il modello a cui si ispirano tanti cittadini italiani o a cui vorrebbero aspirare i Siciliani, c’è veramente poco da stare allegri.
Gentile prof. Costa, non ho il piacere di conoscerla e pertanto absit iniuria verbis quando, altrettanto liberamente quanto lei, mi permetto di criticare le sue proposte.
Nessuno in questo blog si è mai sognato di farla bacchettare dal rettore (…!) ma, tra i tanti consensi entusiastici, non si adombri se qualcuno la invita a riflettere sulla veridicità e, soprattutto, sulla realizzabilità di ciò che lei afferma; e credo che proprio questo si chiami “libertà di pensiero”.
Due ultime notazioni (sempre che lei non le ritenga un’offesa personale …): 1) mi sarebbe piaciuto che lei dicesse di non aver avuto tempo di aggiornare la sua pagina http://portale.unipa.it/dipartimenti/seaf/home/it/personale/Docenti/Costa/index.html piuttosto che giustificarsi dicendo che bisogna cercare un altro link (che io personalmente non ho trovato) … E’ proprio questo atteggiamento quello che in Sicilia ci frega, il “sì, però…” ritenendo comunque di poter bacchettare gli altri ma mai se stessi …(a proposito, cosa le costa aggiornare la sua pagina, mettendo magari anche la foto, come previsto?)
2) anche il vittimismo (come il suo) è emblematico delle nostre (cattive) abitudini. Per molti siciliani (tra i quali lei) è sempre colpa degli “altri”: sono gli altri che non trovano il link giusto e non noi che omettiamo i dati previsti nella pagina giusta; è l’Italia che impedisce la realizzazione dello Statuto Siciliano e non noi a NON averlo mai preteso o imposto (notizie dell’Alta Corte ?);sono i partiti nazionali italiani ad aver fatto fallire il governo Milazzo e non i siciliani che si sono piegati al loro ricatto; è l’Europa che ci impone di risanare i nostri conti e non noi che se non lo facciamo finiamo peggio della Grecia; sono le potenze demoplutocratichegiudaiche che hanno fatto decuplicare il numero dei dipendenti della regione siciliana e non noi, che non siamo stati neanche capaci di creare un UNICO movimento sicilianista serio e vero ma “vantiamo” decine di gruppuscoli più o meno separatisti che continuano ad essere … separati tra loro …!
Smettiamola col vittimismo e non pensiamo di avere il monopolio della “verità”, e se gli altri ci confutano proviamo a vedere se siamo capaci di trovare nelle loro confutazioni brandelli di verità e di riflessione che, le assicuro, ciascuno di noi, pur senza alcuna pretesa di scrivere trattati, si sta sforzando di portare.
A tutti gli euroentusiasti che ancora dicono “se non ci fosse l’euro, chissà…”
Riflettiamo un attimo su questi dati (non ho quello siciliano, che è certamente peggiore)
Il tasso di disoccupazione per i giovani è al 49% in Spagna, al 45% in Grecia, al 30% in Portogallo e Irlanda, al 29% in Italia e il 24% in Francia – oltre all’8,9% della sottovalutata Germania.
Ovviamente direte che è colpa del debito, della malapolitica, dei troppi diritti dei lavoratori, del fato,…
Ma qualcuno che finalmente dica che la vera MINCHIATA PAZZESCA è l’euro, no, eh?
Io il sito con l’orario di ricevimento, il numero di telefono e l’indirizzo e-mail del professore Costa l’ho trovato, sul sito della facoltà di Economia dell’Università di Palermo. Basta essere capaci di cercare. E comunque non capisco quale sia il nesso con l’intervista. Se avete modo di argomentare posizioni contrarie sarà interessante leggere cosa avete da dire. Altre affermazioni sono solo attacchi personali, che comunque erano prevedibili e certamente poco interessanti.
@Ciccio: no, non è colpa dell’Euro. È colpa della classe dirigente politica ed imprenditoriale siciliana ed italiana, e di chi li ha eletti e continua ad eleggerli. L’Euro non c’entra nulla, è semplicemente un obiettivo semplice da indicare, tant’è vero che argomenti simili vengono usati dai Leghisti per intortare il loro elettorato. Si può discutere dei vantaggi o svantaggi dell’Euro, e ce ne sono, ma non c’è diretta correlazione con la disoccupazione giovanile (cosa che tra l’altro tu stesso dimostri chiaramente con i numeri che citi).
Caro professore,
ho letto attentamente il suo articolo e, successivamente, gli inevitabili commenti….io sono già un maturo siciliano che ha vissuto le varie fasi dei tentativi di indipendentismo, naufragati ahimè, come tutto daltronde in questa bellissima ma amara terra di Sicilia! sono perfettamente d’accordo con Lei, condividendo fin nei minimi particolari il Suo argomentare sopratutto per quanto riguarda l’autogoverno…forse qualcuno dimentica i siciliani Crispi, Sturzo,per non parlare di siculo americani assurti anche a gestioni di livelli istituzionali…ma tenge presente che l’autodeterminazione del popolo siciliano non può e non deve passare dai quattro squallidi ascari dei politici siciliani legati in ogni caso al carro della politica italiana! Mi auguro che tutto il fermento che continuo a riscontrare in questo periodo non sia solo un….”ricorso storico….
Giusto perché ne fa una questione di vita o di morte…
Non le ho detto che deve cercare un “altro” link ma che, esattamente nel sito giusto (http://portale.unipa.it/dipartimenti/seaf/home/it/personale/Docenti/Costa/)
è indicato chiaramente, al posto giusto, cioè “orario di ricevimento e didattica”, un link da “cliccare” dal seguente tenore “vai al sito della Facoltà di Economia”.
Se lei fa clic, le si apre il sito della Facoltà di Economia, dove alla voce strutture e personale, trova le informazioni che le servono.
Guardi, io ho immesso i dati che devo (e non sono tenuto a mettere la foto che tanto le interessa) per dare un servizio agli studenti, i quali non si sono mai lamentati peraltro, ma non faccio di mestiere il webmaster. Se l’incrocio tra i dati del Dipartimento e quelli di Facoltà è imperfetto e farraginoso, scriva al Sistema Informativo d’Ateneo.
Io faccio in questi giorni centinaia di esami e non posso certo baloccarmi a fare corrispondenza con il SIA perché i miei dati (e quelli dei colleghi) non sono ben evidenziati dal portale UNIPA.
Il vero fatto è che lei cerca di delegittimarmi nel mio lavoro personale, del quale non sono tenuto a rendere conto a lei, ma soltanto ai miei utenti, gli studenti, e ai miei controllori istituzionali, nella ricerca e nella didattica. E sappia, se proprio la interessa, che tutte le valutazioni sono sempre state sinora eccellenti. Non si accorge che, solo perché LEI non trova un’informazione sul web, certo non benissimo organizzato (ma certo non per colpa mia), subito dopo mi attribuisce tutti i difetti dei “siciliani” (un pizzico di razzismo?) e altri ancora.
La mia professione universitaria è vita privata; lo tenga bene in mente prima di parlare di ciò che neanche conosce. Io qui parlo da studioso e da giornalista libero. Su questo esprima tutto il suo dissenso, tutte le sue argomentazioni, ma non invada un campo che non le compete. Anche perché su questo terreno ha tutto da perdere.
I miei più stimati complimenti caro prof. Costa Vossìa è un genio!
[...] http://oltrelostretto.blogsicilia.it/proposta-shock-via-la-sola-sicilia-dall%e2%80%99unione-europea/... Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this post. [...]
Egregio Professor Costa,
pur non avendo avuto la fortuna di conoscerLa di persona, La immagino docente attento e aperto alle esigenze dei suo discenti. Dopo “l’accusa” che Le è stata rivolta di non aggiornare il suo profilo sul sito dell’Università di Palermo sono andato a cercare di Lei e devo constatare che c’è tutto ciò che può servire ad uno studente. Ma ho anche constatato che lei insegna Ragioneria. Per cui mi sarei aspettato che, da cultore della Materia, avesse dato al suo argomentare un taglio più pratico e numerico. L’unico riferimento alla cruda realtà dei numeri Lei lo dà quando accenna al fatto che le sole accise sulla nostra produzione di derivati dal petrolio basterebbero a sanare il debito siciliano. Allora, per sgombrare il campo da ogni equivoco, La pregherei di precisare meglio (quindi senza la forma dell’intervista) come e su quali numeri Lei abbia maturato l’idea che ha esposto e sulla quale stiamo discutendo con tanto fervore. Le sarò infinitamente grato di ciò e con me tutti quei siciliani che le hanno dato “ragione” solo “sulla fiducia”, ma ritengo anche coloro che l’hanno criticata. Grazie!
Ho letto con attenzione la proposta del Prof. Massimo Costa la quale, sebbene indubbiamente accattivamente e suggestiva per tutti i siciliani che come me sono stati costretti a emigrare per trovare una realizzazione professionale, non sarebbe francamente sostenibile sotto il profilo economico e finanziario; invito infatti tutti coloro che seguono questo forum a lettere con attenzione quanto postato da Angelo Argento circa i numerosi articoli sull’eventuale ipotesi di uscita dell’Italia dall’Euro.
Se le conseguenze di breve e medio periodo per un paese significativo in termini di posizione economico-commerciale quale l’Italia sarebbero drammatiche in termini di svalutazione della moneta, inflazione importata, perdita di potere d’acquisto, riduzione occupazionale, produttiva e via dicendo, è facilmente immaginabile uno scenario ancora più drammatico se riferito ad un’unità territoriale più piccola come la Sicilia che, sebbene abbia in sè un potenziale inespresso di crescita derivante dallo sfruttamento efficiente e efficace delle proprie risorse, non riuscirebbe nel breve a superare lo shock monetario, finanziario e di credibilità internazionale cui condurrebbe un’operazione di sganciamento improvviso dall’area euro.. da siciliano autentico ne sarei pienamente orgoglioso ma da studioso attento delle dinamiche economico-finanziarie mondiali francamente non ne vedo la percorribilità pratica
[...] Proposta shock: via la sola Sicilia dall’Unione Europea [...]
Rimanere in questa Europa, governata dai poteri finanziari, dove non c’è spazio per nessuna sostanziale sovranità popolare, è una follia.
Costi quel che costi, bisogna uscirne al più presto. All’intero paese Italia ciò non sarà consentito perché troppo grande ed importante. Alla sola Sicilia, forse, si potrà anche concedere questa uscita in quanto regione autonoma, insulare e periferica; ma solo se la maggior parte dei siciliani lo chiederà (attraverso un referendum).
Se, tra i sostenitori della necessità di uscire dall’Europa, qualcuno avesse un’idea migliore di quella espressa dal prof. Costa, si faccia avanti e la dica. Io non ne vedo altre.
Ovviamente chi ancora continua ad illudersi che “Europa è bello”, non prenderà in considerazione nessuna proposta di uscita dalla UE…
Con tutta umiltà lo invito a studiarsi bene i meccanismi di questa Europa, il Trattato di Lisbona in particolare…
il problema e` che la gente sa pochissimo, del trattato di lisbona ( e di tante altre cose, per la verita`), si e` tanto parlato, ma nessuno ne sa niente, a quanto pare pochissimo sanno pue quelli che lo hanno firmato, si sa solo che i paesi come l’islanda che non volevano aderire sono stati messi sotto ricatto, ed e` stato loro chiesto di fare un altro referendum….. perche` il primo diceva NO!
in italia invece di referendum manco l’ombra…. la nostra opinione non e` stata tenuta in nessuna considerazione…. tant’e` che non ce l’hanno chiesta per non correre il rischio di un NO come islanda….. che ne ve pare?
Quando uno Stato firma un patto cosi importante, la popolazione non dovrebbe essere messa al corrente?
Non esiste altra via d’uscita che uscire da tutta questa situazione che ci stritola, e “l’aver compagno al duolo”, non ci sara` di nessuna consolazione!
In teoria noi, che ci troviamo in situazione di per se` drammatica, dovremmo essere i primi ad accorgercene e a fare 2+2, ma molti di noi, pensano che da soli non ce la faremmo….. mentre la verita` e` che DA SOLI POTREMMO FARCELA, STANDO IN QUESTA BELLA COMPAGNIA, SIAMO GIA` MORTI….. MA CE NE ACCORGEREMO QUANDO SARA` TROPPO TARDI…. E ALLORA INVEIREMO CONTRO I POLTICI…. INVECE DI SBATTERCI IL PETTO E AMMETTERE LA NOSTRA VIGLIACCHERIA!
@ giuseppina marrone – In linea di principio sono d’accordo con la richiesta di referendum da Lei auspicata per i trattati di grande impatto. Se non che la nostra Costituzione (la nostra tanto decantata Costituzione – Totem per qualcuno, Tabù per altri) non prevede i referendum consultivi ed assegna al Parlamento Sovrano (rappresentante del Popolo Sovrano) il compito di approvare i trattati. Persino la dichiarazione di guerra deve essere approvata da quest’Organo. E tanto basta! Alla prossima modifica della Costituzione sarebbe opportuno introdurre i referendum consultivi, se mai si farà una modifica condivisa della Carta Fondamentale!
Lo so, Cataldo, lo so, visto che ai tempi ho frequentato l’universita`!
Ma vede, per una questione di etica, visto che il trattato di Lisbona nei fatti, ridimensiona cosi tanto la sovranita` di uno Stato, ecco credo che non sarebbe stato male, e cmq quando l’ho letto,( non tutto perche` e` pesante come “guerra e pace” di cui ho saltato un pezzo ahahaha”) leggevo che MOLTI DEI FIRMATARI NON LO HANNO LETTO E SE SI NON C’HANNO CAPITO GRANCHE`….
@ Alessandro Riolo, non capisco il tuo scetticismo sulla situazione Argentina
che magari non attraversa un periodo florido, ma ha ritrovato la sua libertà monetaria, politica, finanziaria. Pensa come era combinata 10 anni addietro, poi vorrei che mi spiegassi come valuti la strepitosa vittoria di Cristina Fernandez Kirchner,alle ultime recenti elezioni, con percentuali da record, pensa 54 per cento, contro il 16 per cento del suo diretto rivale e con il 70 per cento di affluenza alle urne. Buona parte degli argentini sono tutti fuori di testa ? Secondo me nella vita bisogna osare per ottenere i risultati. La Kirchner ha avuto questo coraggio, gli argentini hanno mostrato di gradire.
Se restiamo, e se il nostro futuro e` “la Grecia” questo e` quello che ci aspetta…. prepariamoci; http://crisis.blogosfere.it/2011/12/stanno-uccidendo-i-greci.html
Siamo stati addomesticati! I Siciliani da aquile ci hanno messo in gabbia dicendo che siamo dei polli e che dobbiamo fare le uova, che tanto da soli non sopravviveremmo e che meno male che ci sono loro che ci portano il becchime e un goccio d’acqua e non ci fanno morire ….. e tanti ci credono al punto che anche avendo la porta aperta, hanno paura di uscire e perfino se qualcuno ci porta uno specchio e dice: guardati allo specchio, lo vedi che non sei un pollo ma sei un ‘aquila e che sei nato per volare….? e l’altro risponde: sei pazzo, di che vivremmo uscendo da qui….?
Ma noi non siamo polli , Siciliani guardiamoci allo specchio, siamo aquile e dobbiamo riprendere a volare perche` a forza di razzolare per tera ci siamo dimenticati come si fa…..
@Salvatore: sulla situazione Argentina, il mio non è scetticismo, è consapevolezza che deriva da una conoscenza dei fatti. L’Argentina non ha trovato nulla, e gli Argentini sono completamente fuori di testa a votare per gente come la Sig.ra Kirchner, che non ha ottenuto alcun risultato, e non ne potrà mai ottenere (con la mentalità di multare o peggio chi pubblica statistiche sgradite al governo non si va da nessuna parte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-05/largentina-multa-cassandre-inflazione-081221.shtml?uuid=AaTLls5C). Tanti cittadini argentini purtroppo non si rendono conto che non esistono pranzi gratuiti, ma prima o poi il conto arriva sempre, e sono mazzate.
@Salvatore: In una celeberrima ed indimenticabile intervista l’allora presidente in carica dell’Uruguay, il Sig. Jorge Battle (libero scambista, gran potatore di spesa pubblica, antiprotezionista e gran nemico delle sovvenzioni pubbliche, figlio di madre argentina e di padre a sua volta presidente uruguagio),così sintetizzò le ragioni del problema argentino:
“Los argentinos son todos una manga de ladrones del primero al ultimo”.
“Gli argentini sono tutti una manica di ladroni dal primo all’ultimo”.
http://www.youtube.com/watch?v=DcAZndzE09k
Gli argentini hanno avuto tutto quanto sia possibile immaginare a disposizione per prosperare, ed immancabilmente mandano tutto in malora, da sempre.
Il 2001 non è che un episodio, e nemmeno l’ultimo, di una storia quasi plurisecolare ormai di disastri economici e sociali che gli argentini riescono ad organizzarsi anche nelle condizioni più impensabili.
@Salvatore: se vuoi approfondire veramente sull’Argentina, questo sito contiene una miniera di informazioni di prima mano: http://focoeconomico.org. Gli autori sono professori universitari argentini di economia, perlopiù alla Universidad Torcuato Di Tella, una ottima università intitolata da uno dei ministri degli esteri argentini (della stessa parrocchia politica dei Kirchner) al padre, un molisano di Capracotta che aveva creato un gruppo industriale in Argentina (la SIAM).
@F.G., giuseppina marrone e Massimo Costa:
Cos’è che non vi piace esattamente del Trattato di Lisbona? Comprendo il discorso sul percorso che ne ha approvato all’approvazione, ma oggi che è approvato, in concreto, cos’è che penalizzerebbe la Sicilia, e nei confronti di chi? Quali sono secondo voi gli svantaggi che ne deriverebbero i Siciliani?
Sono d’accordo col prof. Costa…ma solo in parte, non su tutto! Totalmente d’accordo sull’uscita (della sola Sicilia?) da “questa” Unione Europea in mano alle banche (potrebbe benissimo esistere una buona UE con tanto di banca pubblica europea, ma questo per ora è solo un sogno). La cosa che non condivido affatto è che l’uscita dall’UE sia solo privilegio della Sicilia, dove circolerebbe una moneta pubblica (benissimo) di fianco all’euro (malissimo). Ha detto apertamente che loro siciliani meritano la serenità, e gli altri? Gli altri NO, altrimenti crollerebbe tutto. Io sono Calabrese, dovrei guardare i siciliani e dire “beati loro!”? E noi che siamo? Figli di buona donna? Dobbiamo restare incatenati all’UE della BCE per non far crollare l’Euro (moneta complementare alla sua moneta regionale)? Vuole una sua moneta pubblica ma allo stesso tempo vuol sfruttare in minima parte una moneta privata, l’euro, che sa benissimo essere una truffa, una moneta ladra che si appropria del sudore degli altri italiani (quelli che diventerebbero quindi italiani di serie B). Stiamo scherzando? Anch’io voglio autonomia, democrazia, moneta pubblica ecc. ecc. Qui mi sa che si fa troppa confusione, ora che ci si sta rendendo conto che l’Unione Europea e l’Euro-debito siano in realtà una grande truffa, una bomba ad orologeria… tutti vogliono scappare, ma per carità, piano piano, e non tutti insieme, perchè siamo in tanti, e tutto potrebbe crollare. E’ come una nave che “potrebbe” affondare (se solo Capitan BCE volesse) e le scialuppe di salvataggio fossero per pochi. I privilegiati se ne stanno sulle scialuppe, se la nave non affonda allora sarà in minima parte sfruttata, se invece affonda pazienza. Prof. Costa, ha rrragione, mmminchia se ha rrragione… Ma soprattuttamente ha torto, e allora cchiù PILA pè tutti!
@giuseppina marrone: i nostri vicini Helleni, si sono meritati tutto quello che gli sta capitando. Per decenni hanno eletto politici inetti, quando non corrotti, che hanno mentito al resto del mondo sul reale andamento della loro economia e dei loro conti pubblici. Non ci sono pranzi gratuiti. Se anche avessero avuto la Dracma invece che l’Euro, non sarebbe cambiato nulla, anzi, avrebbero preso bastonate anche più grosse. La Helleniki Demokratia ha avuto una grande occasione con l’Euro, quella di tagliare enormemente il costo degli interessi sul debito, e quindi di ripagarlo più facilmente. Invece di approfittarne virtuosamente, i politici ne hanno approfittato per ottenere ancora più privilegi distribuendo prebende a destra e a manca, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutto (ed onestamente, un 1% di colpa ce l’hanno anche quei bei figuri tipo la Sig.ra Merkel o il Sig. Sarkozy, che è vero che sono dannosi, ma solo perché gli Helleni li hanno messi in condizione di dimostrare quanto fossero inetti ed incapaci).
Invito tutti a partecipare al summit di cui sotto trovate il link:
http://www.youtube.com/watch?v=3Qq-0RtVUpQ&feature=share
Summit MMt in Italia, le vere cause della crisi direttamente dalla bocca di chi ha denunciato le big banks americane. Per partecipare qua sotto le info
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=292
@Alessandro Riolo: del Trattato di Lisbona c’è molto, troppo, che penalizza non soltanto la Sicilia ma tutti gli Stati: la perdita della loro sovranità.
Se con il Trattato di Maastricht l’Italia e gli altri Stati (quelli che entrarono nell’Euro) persero la loro sovranità monetaria, con il trattato di Lisbona gli Stati perdono quasi tutte le loro altre sovranità. E si informi bene in beneficio di chi: rimarrà molto sorpreso e vorrà uscire il più presto possibile da questa Europa…
@Francesco (di Calabria): sarei ben contento che i nostri fratelli calabresi – e non solo – potessero uscire da questa Europa; per farlo ne dovrebbe uscire l’Italia tutta. Ma ciò appare davvero impensabile: questa Europa non lo permetterebbe mai. Per la Sicilia sarebbe diverso perché è un territorio molto più piccolo, è una regione autonoma, è una regione transfrontaliera ed è una regione insulare. Dovremmo forse non sfruttare questa triplice condizione per solidarietà con chi – almeno per ora – da questa truffa dell’Europa non ne può uscire? Mi faccia capire…
Non si può affermare che non ci sia stata la volontà di aiutare e sviluppare le zone meno ricche del paese, perchè sarebbe come affermare che la cassa del mezzogiorno non esiste. Il problema è come lo si è fatto, la colpa non sarà solo dei meridionali, la colpa è di un sistema che vige in Italia(tutta) e trova terreno più fertile la dove il senso della collettività è più acerbo o meno sentito. Nei paesi scandinavi salta all’occhio il rispetto del bene comune che va oltre quello privato. Per ciò che ho visto fin’ora, le leggi comunitarie ci hanno fatto e cercano di farci avanzare giuridicamente, ci multano perchè non facciamo rispettare regole che noi vorremmo infrangere da bravi italiani perchè non le comprendiamo e ci levano i finanziamenti perchè lasciamo scadere i termini per usufruirne. L’Europa è più avanti di noi, dovremmo considerarlo. La moneta unica è stata pensata per creare uno strumento di scambio per tutti gli europei, perchè non ci fossero più cambi che arricchivano gli speculatori a scapito dei cittadini. Il vantaggio di una moneta locale è dato dalla gestione su misura sulla base delle proprie esigenze, la si può per esempio far svalutare per aumentare le esportazioni, ma è un arma a doppio taglio perchè svalutando diminuisce il suo potere d’acquisto. Perchè l’inghilterra senza l’euro non stampa moneta e non riscatta il proprio debito pubblico o non crea lavoro per diminuire la disoccupazione? Se fosse possibile farlo non avrebbero mai avuto bisogno di creare il debito in primo luogo. Stampando denaro e usarlo, ovvero ricorrere al signoraggio per finanziare le spese dello stato può innescare il fenomeno dell’iperinflazione, ovvero un crollo costante del valore della valuta che costringe lo stato a stampare altro denaro così alimentando l’inflazione, creando un vortice dal quale è molto difficie uscire. Ciò che rende una valuta forte è la sua reputazione. La quantità di soldi in circolo deve rimanere proporzionata alla richezza reale, perciò la bce non da il via alle zecche nazionali per stampare denaro a caso per ripianare i debiti e invece li prendono da noi. Con una moneta locale non potremmo farlo comunque, anzi qualora lo si facesse per una moneta siciliana priva di storia sarebbe molto più facile perdere credibilità in una fase di crisi mondiale e non europea. La mondialità della crisi si manifesta in aree differenti in momenti differenti, se crolla l’euro crollano i consumi degli europei, e quindi la conseguente crescita dei paesi in via di sviluppo. In uno scenario del genere, la Sicilia non si vuole trovare sola con una moneta nuova tutta da costruire… a mio avviso le alternative sarebbero due, un isolamento internazionale che provocherebbe la povertà assoluta modello Cuba, o la svendita di tutte le richezze, probabilmente a miliardiari russi, con conseguente povertà media modello sud americano. Le politiche radicali in campo economico hanno creato più insuccessi che altro, proprio perchè non riescono a tenere conto di tutte le variabili. P.S. Se siamo indebitati non è per colpa dell’euro ma per colpa della nostra politica, che in Sicilia non si distingue per eccellenza, anzi è ancor più clientelare che in altre parti del paese. La rivoluzione deve essere e sarà culturale.
@F.G.: in concreto, non ci hai spiegato niente. Che cosa implica questa perdita di sovranità? Quali sono gli svantaggi che ne derivano?
Quali sono gli svantaggi di una dittatura? Non ce l’avete ancora spiegato…
@Cesare: tranne che con l’incipit (se ci fosse stata vera volontà di aiutare a sviluppare le zone meno sviluppate del paese, non ci sarebbe bisogno di cose come la Cassa del Mezzogiorno, sarebbe bastato il buon senso e gli interventi ordinari) sono d’accordo con buona parte del tuo commento. Le valute di paesi piccoli sono esposte ai mercati in maniera spaventosa, anche quelle di paesi come la Norvegia (ricchissimo di risorse) o la Svizzera (la cui banca centrale ha passato quest’anno fino ai primi di Settembre in trincea per cercare inutilmente di difendere quota 1.20, e non essendoci riuscita il 7 Settembre ha dovuto utilizzare l’opzione finale di dare mano alla stampatrice digitale, con tutti gli enormi rischi che ne conseguono).
Il problema dell’Euro è una febbriciattola hellenica curata malissimo da dottori incapaci ed inadeguati. La soluzione non è ammazzare l’ammalato (distruggere l’Euro), ma mandare via a calci questi dottori incapaci ed inadeguati, e farsi curare da gente più capace.
@ Alessandro Riolo: quello che hai detto riguardo ai politici ellenici, non possiamo dirlo anche dei politici italiani?
LA GRECIA CULLA DI CIVILTA`…… io credo che , se all’umanita`, se agli occidentali e agli USA, visto che sono oriundi europei, fosse rimasto un briciolo di dignita` e di riconoscenza, si sarebbe trovata la maniera di salvarla dalla miseria, dal degrado e dalla mortificazione e dall’umiliazione di ritrovarsi in questo stato…. mi vergogno.. tanto!
Dopo avere letto l’articolo di cui vi ho postato il link, mi sono chiesta
come dovranno sentirsi l’ex- capo del governo e tutti i politici appena non riusciranno piu` a zittire la loro coscienza? appena assisteranno, ormai impotenti, alla rovina e alla umiliazione della loro(?) gente, e i rimorsi urleranno nell’anima? mi cominciano a fare pena…… magari sono solo una illusa, ma sono convinta…. che alla fine ci si sveglia…per forza!
E credo che, per quanto drammatica fosse la situazione della Grecia, era compito dell’umanita` intera SOLLEVARLA DI BRACCIA…
@Ciccio: ci sono tantissimi svantaggi in una dittatura. Qui però non siamo di fronte ad una dittatura. Io ho votato per eleggere i miei rappresentanti a tutti i livelli, e li vedo ancora lì nei loro scranni. Ed ad ogni modo, se la maggior parte dei cittadini elettori elegge rappresentanti inetti, non si può certo pretendere chissà che! Ad ogni modo, l’obiezione fondamentale alla proposta di Massimo Costa rimane la stessa: i Siciliani ottengono tantissimi vantaggi, sia reali che potenziali, dai diritti di libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali garantiti dall’Unione Europea. Io personalmente ci campo da una vita, e sono disponibili e garantiti a tutti i Siciliani, nessuno escluso. Vogliamo rinunciare a questi diritti? Li vogliamo perdere? In cambio di cosa?
In generale, c’è un esempio di un paese a noi vicino che è uscito dall’Unione Europea (anche se all’epoca non si chiamava ancora così): l’Algeria nel 1962.
Qualcuno qui è mai stato in Algeria? Ci vorreste andare a vivere?
Eppure, l’Algeria ha molte più risorse naturali della Sicilia, o di qualsiasi stato membro dell’Unione Europea.
E però i cittadini Algerini non hanno, e sognano, i diritti che hanno i Siciliani.
adesso tutti i siciliani del nord scenderemo al sud, così lasciamo l’italietta agli estracomunitari,i siciliani sono sempre i più fortunati.
@giuseppina marrone: quello che possiamo dire sui politici e sugli elettori hellenici, possiamo dirlo di quelli italiani e siciliani, solo che, per quanto a noi possa sembrare incredibile, i politici hellenici sono peggio. Non di molto, ma sono peggio.
Sullo stato corrente degli Helleni, io sono personalmente filelleno, ho visitato più volte l’Epiro, la Tessaglia, la Macedonia, la Tracia, ma dobbiamo dire le cose come stanno. A me tra un ricco che si impoverisce per colpa sua, ed un povero che non ha occasioni, fa più simpatia il secondo.
@giuseppina marrone: aggiungo un particolare che sarà sfuggito a molti: con tutta quella crisi, ancora oggi il PIL pro capite hellenico è poco meno del doppio di quello siciliano.
Se ti vergogni dello stato di miseria, degrado e mortificazione degli Helleni, e della loro umiliazione di ritrovarsi in quello stato, che ne dobbiamo pensare dei Siciliani?
dopo aver letto questo articolo mi viene spontaneo ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah non c pox credere nn c’e’ limite ala fantasia…..cm no certo che s puo’ fare dottor costa…..ma mi facci il piacere……..ahahahahahah….. la crisi fa brutti effetti e tt quelli che gli dicono bravo,ti amo,ahahahahahah nn resisto……taccio va che e’ meglio……
@ Gionnir
invece di ridere perché non risponde con argomentazioni circostanziate? Forse perché non ne ha?
@gionnir
l ignoranza si combatte con l indifferenza
si sn ignorante ma terribilmente realista!!!quando mi voglio fare 2 risate preferisco vedermi magari qualche film d toto’ o magari franco franchi e ciccio ingrassia o magari risentirmi qualche vecchia battuta d silvio b cm la crisi nn esiste e’ solo una condizione psicologica e i ristoranti sn pieni….ma sentire proposte cm queste da un prof universitario mi lascia veramente perplesso….ricordo al dottor costa che alla visita d napolitano accanto alle bandiere siciliane vi erano anche innumerevoli tricolori propio x sottolineare che nell’animo ci sentiamo fieramente siciliani e anche italiani!!!cm detto piu’ volte leggittimo e’ chiedere a gran voce una piena attuazione del nostro statuto nel rispetto dell’unita’ nazionale!!!!questo pseudo velato separatismo che ho letto nelle parole del prof che dice si restiamo cn l’italia pero fuori dall’ue ma dico ma in questo momento c’e’ bisogno d proposte serie e la pseudosecessione e’ una sonora minchiata altrettanto quanto quella della badania di bossi!!!cerchiamo d esseri seri!!!
Gionnir
lei continua a tergiversare e a non entrare nel merito….
tergiversare? no ripeto sn realista e la fantapolitica nn mi e’ mai piaciuta lei si immagini se il presidente lombardo domani dicesse vi salutiamo usciamo dalla ue cosa accadrebbe?la risposta del governo centrale quale sarebbe? e quella di bruxelles?referendum? e chi ce lo concederebbe nn viene permesso agli stati nazionali figuriamoci ad una regione con le pezze al culo….altro che virtuosi ma x colpi di chi?prima d garibaldi e di cavour? poi del nord cattivo ora dell’europa? e’ sempre colpa degli altri se stiamo male vero?assistenzialismo e piagnisteo!!! questo e’ cio’ che dopo la mafia rappresenta il cancro maligno x questa terra e quindi tt cio’ permette lamentele,corruzione,sprechi,politici e super dirigenti regionali strapagati alla faccia degli onesti…ma si chi ni ni futte a niautre semo siciliani vulemmo travagghio ma ni l’hanno a dare l’autre e cuppa ru stato chiancemo e futtemo !!!questo e’ il siciliano medio!!!groenlandia,far oer ,gibilterra?miliardi d anni luce distanti da noi ma d che stiamp parlando?di terre con qualche migliaia d abitanti poco strategiche….. c’e’ la mafia e la politica mafiosa anche li’? la sicilia e’ una regione con piu’ d 5 milioni d abitanti quasi attaccata al continente che rappresenta un punto strategico fondamentale x se stessa x l’intero paese e x l’europa ma un prof nn lo dovrebbe sapere tt cio’?cm la si puo’ paragonare con delle terre d nex come quelle sopra citate!!! la secessione ma dove ma chi la vuole?forse la mafia si che nella sicilia indipendente si farebbe stato!!!la mafia e qualche povero illuso convinto che tt i mali di questa terra derivino dagli altri!!!lo statuto nn applicato e’ questo che in questi anni ci ha lasciato indietro?e’ questo che nn ha permesso d fare impresa?e’ questo che ha portato malaffare corruzione clientalismo?le strade spasciate pure questo e’x lo s tatuto nn applicato?sn passati 150 anni lasciate perdere cio’ che successe nella fase post unitaria e’ vero il sud e la sicilia pagarono un prezzo altissimo ma indietro ormai nn si torna!!! s questo statuto ci puo’ portare qualche vantaggio come nn pagare la benzina lo stesso prezzo alto che si paga a milano? o qualche altro vantaggio fiscale?allora si chiediamolo a voce alta ma sempre nel rispetto dell’unita’ nazionale xche’ noi siciliani volenti o nolenti siamo italiani e in parecchi c sentiamo fieri d esserlo!!!!
Prof. Costa grazie di cuore per quello che ha detto. Bisogna veramente non perdere più tempo, è arrivata l’ora di agire. Questo articolo lo dedico agli alunni del biennio dell’Isituto Tecnico Foderà di Agrigento, che proprio in questo periodo stanno lavorando sullo statuto dell’autonomia siciliana.
La parola Mafia è una parola italiana non esiste traduzione nella lingua siciliana, questa non è una cosa di poco conto. Noi non siamo mafiosi, Gli Italiani hanno reso mafiosi alcuni siciliani per controllare le risorse della sicilia è questa la vera, cruda e triste realtà
io non sono un economista, però di certo so che l’unificazione d’italia alla nostra terra non ha fatto del bene: immigrazione, mafia, ignoranza sulla propria storia, un certo pessimismo cronico diffuso, perdita costante della propria lingua, sono tutti flagelli che derivano da quel dannato 1860. io sono siciliano, eppoi cittadino del mondo, non mi sento per niente italiano. ed è la storia che me lo dice, insieme al mio cuore certo. la ringrazio professore per la speranza che ci dà. gionnir@, citi i sogni? anche quando dovevano unificare l’italia la maggior parte delle persone dicevano che erano solo sogni; e anche per l’europa, per il voto alle donne, per il suffragio universale e per tante altre cose.. io preferisco sognare e lottare per un futuro migliore per la mia terra, tu passati ‘u tempu a ridiri.
Capisco che uscire fuori dagli schemi consolidati turbi qualche sensibilità e provochi alcune reazioni scomposte. Ma vorrei invitare tutti a razionalizzare quello che è soltanto un obiettivo realistico e pragmatico per dare sollievo alla Questione Siciliana, vitale per noi.
Il punto di partenza è che, di fronte a quel che sta accadendo, non è possibile restare neutrali. O si è d’accordo con Napolitano che questa Europa è l’unico futuro possibile, che Monti sta facendo bene a farci fare sacrifici, etc. o si pensa l’opposto. Non è il tempo delle mediazioni. Probabilmente parliamo di nulla, perché questa Eurozona fra poco collasserà da sola, ma allora sarà veramente dura per tutti, a seconda di quanto brutale sarà stato l’impatto.
Ma tale impatto non sarà derivato – come dice qualcuno – da comportamenti poco virtuosi di qualche stato, ma da contraddizioni interne che in questa sede non mette conto specificare, anche perché in questi mesi se ne è discusso tantissimo altrove.
L’unica mediazione possibile è, appunto, quella di accettare lo statu quo (euro incluso) ma ritagliare, per una regione istituzionalmente speciale, un rapporto altrettanto speciale, o meglio realtivamente esterno, rispetto al resto del Continente.
Insomma non si può parlare di Statuto dopo l’approvazione del MES. Con il MES, che entrerà in vigore per tutti gli stati tranne il Regno Unito, l’anno prossimo o nel 2013 al massimo, l’Europa non sarà più come l’abbiamo conosciuta. I parlamenti sono spossessati di ogni potestà fiscale, centralizzata in un board di governatori, formalmente nominati dagli stati, ma sostanzialmente telecomandati da Goldman Sachs.
Vi sta bene? Ok, ma per favore non parlatemi più di Statuto. Vi posso dimostrare che lo Statuto, con questi nuovi trattati europei resta francamente inapplicabile in quasi ogni sua parte; ed è già quasi così.
Quindi, o si rinuncia allo Statuto, e ci si accontenta di essere appendice di uno stato/provincia, neanche esso indipendente, con una voce in capitolo pari allo zero assoluto, o si esce dall’Italia ma dentro la UE(almeno siamo una provincia come le altre soggetta alla UE, alla pari di tutti gli altri, tipo “Lituania” per intenderci, e vi posso garantire che alcuni colleghi, sottovoce, mi hanno parlato seriamente di questa possibilità, ma non hanno il coraggio di venire allo scoperto) o si prende seriamente in considerazione la proposta che ho avanzato che – ribadisco – non è l’unica in Europa giacché quasi tutte le isole hanno strappato condizioni speciali o statuti speciali, e non solo le isole.
Chi teme che le 4 libertà verrebbero a cessare può stare tranquillo. Quelle derivano dall’Atto Unico di Bruxelles del 1987, poi trasformato nello Spazio Economico Europeo (che comprende anche Islanda e Norvegia). E quello non ho proposto di metterlo in discussione. Soltanto potrebbe essere messo in discussione di comune accordo con la stessa UE, se loro vedessero il vantaggio di creare una zona economica e doganale speciale al centro del Mediterraneo con un regime differenziato. Contro di loro però non si potrà fare. E in tal caso continuino queste 4 libertà di circolazione che con i trattati UE poco hanno a che vedere.
Le osservazioni fatte, quelle serie, sono tantissime, e non credo di poter rispondere a tutti in una risposta sola, per quanto lunga. Ci vorrebbe un documento, un dossier, uno studio,… Ovviamente tra persone serie e interessate. Ai buffoni isterici non rispondo neanche.
La mafia non c’entra nulla. Quella prospera dalla marginalità della Sicilia che così verrebbe meno, e in ogni caso non è (per fortuna) una nostra esclusiva.
L’unità con l’Italia, che alcuni mi accusano di voler rompere, altri mi applaudono per lo stesso motivo, altri ancora mi accusano addirittura di voler mantenere, appartiene a quelle dimensioni che non ritengo realistico toccare qualunque cosa se ne pensi. Le caserme e la nazionale di calcio non sono in pericolo, così come le bandiere tricolori. Quello che mi interessa è che nella sostanza i siciliani diventino cittadini italiani di pari dignità e grado con gli altri; ciò che oggi non è.
Il Presidente Lombardo non deve chiedere niente a nessuno. Sono i Siciliani che hanno diritto di aprire un dibattito al loro interno su questa possibilità ed essere consultati. La loro volontà poi non sarà negoziabile. Fa parte del diritto di autodeterminazione dei popoli.
La “favola” che i Siciliani sono con le pezze al sedere ..e quindi non possono andarsene dall’UE non regge. I siciliani sono con le pezze al sedere perché sono italiani solo sulla carta. La Sicilia è una colonia interna di sfruttamento dell’Italia, a sua volta oggi non più sovrana. La Sicilia ha al suo interno le risorse per vivere bene, ovviamente non in isolamento, ma con scambi alla pari, cioè con pari forza contrattuale, ciò che oggi non è, in nessun settore dell’economia.
La defiscalizzazione della benzina o qualunque altro provvedimento fiscale di maggior favore non sarà mai possibile nell’UE.
Invocare l’infelicità di paesi che non fanno parte dell’UE, ma del sud del mondo, come l’Albania o l’Algeria, non ha senso. Si tratta di situazioni molto diverse e non paragonabili. L’Algeria non era un pezzo di Francia, se non sulla carta, e non avrebbe potuto svilupppare quel minimo di economia propria che ha se non con un proprio stato. Tuttavia essa è ancora oggi una semicolonia francese, informiamoci bene sul punto. E comunque se questi paesi infelici fossero condannati alla dittatura dell’Euro non vivrebbero un giorno. Starebbero ancora peggio, come dimostrato dallo studio indipendente dell’UBS citato non troppo a proposito.
Nessuno si pone il problema se sia sostenibile vivere in un sistema economico in cui non si ha una banca centrale che possa creare denaro e prestarlo (o, perché no, donarlo) allo Stato, ma può crearlo e prestarlo all’1 % alle banche che poi lo prestano a interessi usurai agli stati.
Nessuno si pone il problema che, mentre nel diritto interno al di sopra di una certa soglia i tassi sono considerati usurai e quindi penalmente rilevanti, nel diritto comunitario questa soglia non esiste, e vige il diritto di strozzinaggio che sta generando un genocidio in Grecia, e che presto si estenderà all’Italia, non “nonostante” i provvedimenti di Monti, ma “proprio grazie a” i provvedimenti suddetti.
Qualcuno vuole numeri da me. Che numeri? I 150.000 licenziamenti in corso nella piccola Grecia, la disoccupazione di massa nella stessa, soprattutto in stridente contrasto con la vicina Turchia, povera, ma libera dalla fatale eurotrappola? Oppure i 20 euro a metro quadro di patrimoniale sulla casa. Provate a calcolarla sulla casa vostra, e poi pensate se, uscendo, sono possibili “disastri” peggiori di questo. Stiamo attenti perché la Grecia, e poi l’Italia, sono il laboratorio della nuova Europa.
L’Argentina ha messo 10 anni a raggiungere i risultati di prima perché nel frattempo è dovuta risalire da un burrone nel quale è stata scaraventata dalle stesse politiche che noi oggi, a pappagallo, diciamo tutti che “sono necessarie”. Il principio di Darboux che una funzione continua che prima si trova sotto zero per diventare positiva deve passare da zero, vale anche lì (che poi è la traduzione del siciliano “unni cadi u sceccu si susi”).
Volete modelli e teorie. Quali? Quelli che vi (?) hanno presentato prima di entrare in Europa? Non vi bastano le banalissime statistiche economiche del quotidiano, che parlano di una Sicilia col motore fermo, con una capacità produttiva completamente paralizzata. E’ colpa nostra ovviamente, dei disoccupati ovviamente.
Volete che dico una cosa di Ragioneria? Eccovi serviti. La moneta si crea così: in dare si mettono i crediti (ad esempio mutui attivi) e in avere si mettono i conti correnti dei clienti (pseudo-debiti delle banche). Facile no? Peccato che le banche possano farlo e gli stati no. A questo punto perché non avere una banca centrale regionale che emetta quanta moneta serva per attivare la capacità produttiva inutilizzata, a costo zero per la regione (come fanno le Isole del Canale), e si fermi quando la moneta creata crea inflazione?
Le altre uscite riguardano tutte temi non pertinenti. Gli studi sulle conseguenza dell’uscita dell’Italia dall’euro sono non pertinenti, per vari motivi.
Primo, l’Italia, nel suo complesso, ha una struttura produttiva completamente diversa da quella siciliana. Noi non siamo un paese industriale ma un paese che ha risorse primarie e scarse, cioè in regime di rendita (se fossero veramente nostre). Secondo, l’Italia è un paese fortemente indebitato, la Sicilia no. Terzo, gli studi che parlano di “disastri”, sono quanto meno di parte (bancaria) e quindi interessati a creare terrorismo perché a perderci sarebbero soprattutto le banche. Quarto, la perdita del potere d’acquisto drastica sarebbe solo parziale, perché l’euro continuerebbe ad essere la moneta legale della Sicilia, solo lentamente e progressivamente sostituita dalla moneta regionale, e solo per le transazioni interne. Al più, per la quota di moneta interna detenuta, ci sarebbe più difficoltà a fare viaggi in Europa e a comprare automobili tedesche. Ma questo svilupperebbe le produzioni locali, più convenienti, o le importazioni da paesi terzi, anch’esse più convenienti. In un paese a capacità produttiva inutilizzata, questo indirizzerebbe la domanda verso i prodotti interni, riducendo un po’ le transazioni continentali, ma dando sollievo ai redditi ed all’occupazione.
Ho risposto sommariamente e solo ad alcune obiezioni perché i temi sono di grande complessità. Ma so ciò che dico, e ritengo in buona fede che la negoziazione di una peculiarità istituzionale con l’unico stato che conta (l’UE, perché l’Italia non conta più niente, svegliamoci) è l’unica strada per difendere i diritti nostri e dei nostri figli con il giusto orgoglio di essere siciliani, anche italiani se volete, ma anche con il dovuto realismo.
A chi mi chiede “che fare?”, organizziamoci,…rispondo che non sono bravo in queste cose. Io sono uno studioso, so fare male l’organizzatore. Approfondiamo il tema, traduciamolo in una carta concreta, raccogliamo firme. Ma questo non devo farlo io. Deve farlo qualcun altro.
Nel merito l’estremo successo di questo post mi sprona a scrivere un documento meno giornalistico e più scientifico che possa fare da base per un rilancio dell’autonomia statutaria (che era confederalista nello spirito) nel nuovo quadro dell’UE. Fuori dall’UE ma con i limiti che abbiamo detto, significa essere fedeli a quel modello senza essere eversivi.
E un grazie, un grande grazie, a tutti quelli che hanno espresso fiducia e interesse, e soprattutto a tutti quelli, vicini e lontani, che finalmente hanno smesso di pensare alla Sicilia in termini negativi.
Credo sia parso a molti il dubbio che la difesa dello statuto siciliano, in un quadro in cui l’italia è stata esautorata di capacità giuridica ed economica dall’europa, sia diventato riduttivo. La Sicilia deve trovare la strada del suo sviluppo economico e sociale indipendentemente dall’italia che non ha mai mostrato la volontà di favorirlo, nè può farlo adesso in questa nuova situazione. Quindi è bene che si aprano nuove prospettive: per quanto posso esprimere, mi pare evidente che la Sicilia non dovrebbe avere alcun debito pubblico da pagare ne alcun vantaggio a restare in un’area euro che presto imploderà con conseguenze molto negative per tutti. Non so come possa modulare la propria presenza in questa Europa, tenuto conto che la migliore soluzione la immagino con uno stato indipendente con propria moneta sovrana. L’italia farebbe bene a uscirsene anch’essa per conto suo e non certamente invocando la solidarietà o l’aiuto della Sicilia per salvarsi: gli italiani chiedano conto dei danni ai propri rappresentanti golpisti.
Grazie professor Costa per l’ultimo commento che ha voluto postare. E’ interessante almeno quanto l’intervista.
@Alessandro Riolo: le ha già risposto, indirettamente e con un simpatico pizzico di ironia, Ciccio (“Quali sono gli svantaggi di una dittatura? Non ce l’avete ancora spiegato…”). Ma, mi pare di capire dalla sua risposta a Ciccio, forse lei non ha pensato che rispondesse alla domanda che lei mi aveva precedentemente posto…
@ Prof Costa – Ho apprezzato molto quanto Lei ha voluto postare a chiarimento dell’intervista e in risposta a quanti avevano criticato (a volte in maniera scomposta) il Suo pensiero. Lei dice: “Nel merito l’estremo successo di questo post mi sprona a scrivere un documento meno giornalistico e più scientifico che possa fare da base per un rilancio dell’autonomia statutaria (che era confederalista nello spirito) nel nuovo quadro dell’UE” Ebbene Le chiedo molto se, conoscendo la mia e-mail, possa inviarmelo o almeno indicarmi dove posso reperirlo? Devo però precisare che il mio riferimento alla Ragioneria preludeva soltanto alla richiesta di maggiori dati da cui è partito per sviluppare il Suo ragionamento. Poiché Lei promette un lavoro più scientifico aspetterò questo per cercare di capire bene quali ne sarebbero le conseguenze reali. La ringrazio comunque per aver smosso le acque! Buon Natale.
@Massimo Costa: io continuo a non capire quali potrebbero essere per i Siciliani i vantaggi di uscire dall’Unione Europea e dall’Euro. Il problema storico dei Siciliani è il malgoverno, che rende impossibile creare un ambiente competitivo ed attraente per chi fa innovazione e la conseguente mancanza di crescita socioeconomica, un problema che non è certo attribuibile all’Unione Europea o all’Euro.
Quale vantaggio avrebbero i Siciliani dal dover gestire una propria moneta? Quale vantaggio avrebbero i Siciliani da una revoca dell’unione doganale?
Quale vantaggio avrebbero i Siciliani dalla secessione dal mercato comune?
Potrei fare tante altre domande, ma le risposte che mi do sono tutte negative. A me sembra chiaramente che una mossa simile farebbe cadere i Siciliani dalla padella nella brace.
Non mi pare questa dell’isolamento la strada per far crescere la società e l’economia siciliana. La strada giusta è quella del duro lavoro, pluridecennale, del buon governo, che non può essere occasionale, ma deve essere costante e continuo, per creare un ambiente capace di attirare investimenti e di creare innovazione.
Non esistono pranzi gratuiti.
Gent.mo Alessandro Riolo,
ha letto la mia lunga replica? L’ha letta bene? Perché continua a replicare cose che forse, molto forse, potevano essere dette prima, non certo dopo.
@Massimo Costa: ho letto la replica, e la rileggerò con più calma ed attenzione (*), ma per quanto compreso fino ad ora, non sono per nulla convinto che risponda alle possibili domande o in qualche modo risolva le perplessità in merito alla proposta in questione.
(*) penso che il blog sarebbe una collocazione più appropriata per commenti di quella lunghezza. Metto le mani avanti, e riconosco che sommando i miei commenti siamo comunque nello stesso ordine di grandezza, per cui toccherebbe anche a me utilizzare il blog.
Gent.mo Massimo Costa condivido in pieno la nota di Alessandro Riolo non ho infatti rinvenuto nella sua lunga replica alcuna risposta fondata scientificamente alle obiezioni postele a quella che, continuo a ribadire, rimane una pericolosissisma BOUTADE.
Le rendo però merito, sul piano della politica, di aver voluto alimentare un dibattito che merita un più ampio confronto di quello, seppur utile, ospitato in questo sito che ringrazio per averci dato la possibilità di confrontarci con passione politica e civile aderenza alle proprie convinzioni.
Rinnovo a tuti gli auguri di BUONE FESTE!
Angelo Argento
le cose nuove spaventano. E mi pare che non ci si sforzi di capire la concretezza di quanto scritto dal prof Costa solo per timore di scoprire che la via seguita finora sia quella sbagliata.
vorrei capire se gli “obiettori” hanno una qualche fondata nozione scientifica di economia
Concordo con quanto scritto da Gaetano. Ed aggiungerei: una qualche fondata nozione di legislazione Europea…
Al di là delle legittime opinioni, il Prof. Costa è una gran brava persona, un’intellettuale con conoscenze di economia e di storia che pochissimi possono vantare. E’ un vero paladino della Sicilia. Ce ne fossero 100 come lui in questa martoriata Sicilia!
E’ chiaro che ciò che scrive è solamente il frutto di un amore trasbordante verso la Sicilia e i Siciliani.
Prof. Costa, i Siciliani veri, quelli con la S maiuscola, quelli impavidi, che sanno ancora sognare un destino di libertà e di prosperità per la Nostra Amatissima Piccola Grande Patria la seguono con grandissimo interesse a la sostengono.
Prof. Costa, sapere che lei esiste è una gran consolazione.
Le mando un affettuoso abbraccio e le auguro di vivere un Santo Natale con l’augurio per Lei e per tutti noi, che il 2012 sia l’hanno del riscatto della Sicilia!
W la Sicilia Libera!
ANTUDO!
per @gionnir:
vedo che Lei si è fatto qualche risata con l’intervista al professor Costa, ma quello che mi ha colpito è stato se non sbaglio il Suo terzo intervento.
Senta da qualche anno io ho un problema, vorrei sentirmi fiero di essere italiano, ma non ci riesco. Io come Lei sono, fiero di essere Siciliano, ma la mia fierezza di sentirmi italiano, sta scomparendo giorno dopo giorno, e questo mi preoccupa, perché io cerco di essere italiano, cerco di trovare un motivo per sentirmi fiero di essere italiano, ma ogni giorno mi danno motivi per non esserlo.
Cerco di pensare che l’Italia ci vuole bene, ma quando vedo che i 37 morti di Giampilieri non sono rispettati come quelli di Genova, dubito. Posso piangere e dire “lo stato ci ha abbandonato, è colpa loro”, ma non lo faccio, cerco di capire che forse la colpa è nostra, forse abbiamo costruito dove non dovevamo costruire, ma penso anche che c’è stata una frana, vedo come non c’erano alberi su quella montagna, che non si è fatto nessun opera idrogeologica, e dopo leggo lo statuto d’autonomia:
———————
ARTICOLO 38
1. Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici.
2. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale.
3. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con
riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.
—————-
Tu pensi che questo articolo sia stato applicato? Io credo di no, e quelle opere pubbliche per riforestare le montagne della Sicilia a rischio frane per esempio non si sono fatte. Se da 1946, la Sicilia avesse ricevuto quella somma, a titolo di solidarietà nazionale, per bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale, forse oggi la differenza Sicilia, resto d’Italia, non sarebbe stata così grande. Se da il 1946 la differenza è aumentata, sarà per qualche motivo. Di chi sarà stata la colpa? Dei politici Siciliani che si sono arricchiti? dei mafiosi che se li sono mangiati o dell’Italia che non ha rispettato questo articolo è ha dato ogni anno sempre meno?
1ª ipotesi. I politici Siciliani, se l’Italia avesse dato quella somma per 65 anni, oggi i politici Siciliani, sarebbero più ricchi di Berlusconi e Agnelli insieme.
2ª ipotesi. La mafia, la risposta è uguale, se ci fossero stati solo soldi in Sicilia da fregare, come mai ora stanno a Milano ed in Nord Italia rubando e facendo i lori affari? La Mafia va dove ci sono soldi.
3ª ipotesi. L’Italia che tanto ci vuole bene non ha rispettato, questo articolo 38 del nostro statuto, e oggi ci chiede di pagare più tasse, per far si che le banche, oggi tutte al Nord, non vadano allo sfascio. Oggi i Siciliani contribuiscono alla ricchezza dell’Italia, ma L’Italia non paga più alla Sicilia, quella somma, a titolo di Solidarietà Nazionale.
Ma la cosa grave è che ci fanno credere che quello di Giampilieri è colpa dell’abbusivismo, della mafia e di noi Siciliani e non piango, racconto cosa vedo. E l’abbusivismo chi lo permette, la Sicilia, L’Italia o i mafiosi? credo che in questo punto le responsabilità si dividono a triangolo. Perché chi non fa applicare le leggi è complice.
Ma ritorniamo al punto “io voglio sentirmi fiero di essere italiano”, fino adesso, l’Italia non piange i miei morti, L’Italia mi dice che è colpa mia, ma l’Italia non mi aiuta, e in più devo sentire che io sono quello che rubo al nord. Dici di scordarci dei torti subiti da l’unificazione, non sono d’accordo, ma scordiamoci e pensiamo dal 1946 fino ad oggi, quale è il problema più grave della Sicilia? la mafia! che ha fatto l’Italia per aiutare gli imprenditori siciliani che soffrono il pizzo? fammi ricordare due magistrati che lottarono contro la mafia, Falcone è Borsellino, uccisi dalla mafia, quando lo stato italiano li abbandonò alla loro sorte. Vado sulla wikipedia è leggo che i due magistrati erano di Palermo, siciliani! Le due persone che ci hanno aiutato contro la mafia erano siciliane. Mi puoi dire che i mafiosi siciliani hanno ammazzato questi due personaggi, ma chi ha guardato da un altra parte? lo stato italiano che tanto ci vuole bene. Lo stesso Stato che no ha rispettato la propria costituzione che prevedeva un alta corte della Sicilia, che doveva badare ai problemi Italia-Stato e che la fatta incostituzionale.
Da 1989 la Germania divisa, è diventata una, come l’Italia divisa nel 1861. Ma cerca le 10, 100, 1000 differenze, L’Italia ha fatto autostrade al Nord, aeroporti, megaaeroporti e in Sicilia, un paio di autostrade in 35 anni, da quando sono incominciate a quando sono finite, certo. Vedo che L’Italia ha preferito fare sviluppare il Nord e schiavizzare il Sud, invece di fare una “Grande Italia” ha fatto la “Grande mezza Italia”. Una grande mezza Italia unita nel pallone e nel panettone. Le due uniche cose per le quali credevo di sentirmi fiero. Credevo, perché oggi vedo che davanti a un cannolo o ai bucceddati che se ne vadano pandori e panettoni a quel paese.
Mi rimane solo il calcio, ma credo che dai tempi di Totò Schillaci nessun Siciliano è andato in nazionale, Mascara ancora aspetta. Ma forse sono ignorante, e forse la mia vista o la mia delusione davanti all’italianità non mi ha fatto vedere qualcosa. Dimmela tu, ti prego, vorrei sentirmi italiano come a te! Sono d’accordo con te che tradizionalmente sempre ci lamentiamo, piangiamo e non facciamo niente, allora facciamo qualcosa, chiediamo l’attuazione dello Statuto, non paghiamo più alla mafia, non votiamo più ai politici corrotti. Se tu non sei mafioso e corrotto presentati, aiuta ai siciliani, invece di ridere.
Non vuoi una Sicilia libera e Indipendente e la vuoi unita all’Italia?, cerca di convincere ai tanti, ogni giorno più, indipendentisti che ci sono, che l’Italia è buona per la Sicilia, io davvero vorrei essere italiano sarebbe molto più facile per me. Ma se l’Italia non fa niente per il mio popolo devo ribellarmi devo gridarlo.
Un ultima cosa, e te la chiedo per piacere. Non ci comparare con la “Badania” di Bossi, i Siciliani non siamo razzisti, i siciliani abbiamo una Storia (so che a te non piace studiarla o ricordarla), ma la nostra Storia ci da la ragione di essere un popolo libero, storia che la Padania di Bossi non ha.
Bon Natali!
caro michelangelo la spina i discorsi lunghi nn mi piacciono ora come ora preferisco guardare i numeri che dicono che questo statuto speciale e’ solo servito ad arricchire le pancie dei signori dell ars che infatti purtroppo e’ una vera e propia macchina da soldi per i signori deputati siculi…..x far funzionare l’assemblea infatti servono circa 160 milioni di euro all’anno,piu’ d ogni altra regione d’italia, piu’ d ogni altra a statuto speciale.ognuno dei deputati arriva a prendere somme che vanno dagli 11.000 ai 15 000 euro netti al mese senza aggiungere tt i benefici aggiuntivi che hanno ,tra questi ricordo il bonus x il reinserimento sociale che gli permette d accedere a mutui agevolati che se nn ricordo male vanno intorno al 2%…facendo 2 conti si calcola che dei 160 milioni che servono x mantenere il carrozzone dell’ars circa 28 milioni vadano a finire a vario titolo nelle tasche degli onesti e puliti deputati siculi,l’ars costa circa 33 euro a testa ad ogni siciliano a diffferenza x esempio del lazio che comunque e’ gia’ una regione sprecona che ne costa circa 16 ad ogni suo abitante…. si calcola inoltre che i costi accessori della regione sicilia siano d 360 mila euro contro i 48 di una regione anche se nn a statuto special come la puglia….vogliamo parlare della sanita’ o dei superdirigenti regionali che guadagnano cifre stratosferiche?nn mi sembra il caso nn mi va ho gia’ detto abbastanza…..ma tt cio’ e’ colpa dello statuto nn applicato dallo stato centrale?questi signori politici oltre ai voti dei mafiosetti d turno nn sn stati votati anche da tt noi? e cos’e’ solo colpa dello stato anche questo?x anni e tuttora a gran parte dei siciliani m disp dirlo va bene cosi’…..nn bisogna addentarsi in tanti discorsi filosofici x dire che una sicilia indipendente farebbe gola solo ai soliti noti e che ai cittadini onesti nn rimarebbe altro che un pugno d mosche….in merito poi dell’uscita della sicilia dall’ue nn discuto xrche’ continuo a ritenere tt cio’ una grande barzelletta…..sentirsi fieri di essere italiani?io lo sono e i discorsi sullo stato italiano inteso come istituzione nn centra nulla col senso d appartenenza alla nazione italia che prescinde dalle istituzioni infami che si girarono dall’altra parte al tempo d falcone e borsellino…..sn fiero d essere italiano x quei garibaldini siciliani che hanno creduto, x quei 500 picciotti che diedero manforte contro quei borboni del kaiser che nn stavano propio a genio ai siciliani che appunto si rivoltarono piu’ volte contro d essi e nn credo lo fecero x sport…..e’ vero cio’ che avvenne dopo fu duro… lo stato savoiardo nn capi’ l’esigenze e la mentalita’ delle popolazioni meridionali fu anche una storia d sangue ma ti chiedo quale processo di unificazione geografica politica o sociale d qualsiasi stato al mondo nn ha portato guerra e odio io t ricordo solo due fatti: rivoluzione francese e guerra civile americana !!anche qui contapposizione tra nord e sud nel caso degli usa nella guerra civile appunto e odio politico e d classe nella francia della rivoluzione invece…..ora io xro’ a quel passato da siciliano e meridionale nn voglio piu’ guardare cn odio xrche’ la macchina del tempo nn c’e la nex io invece voglio sperare nel risveglio delle coscienze del popolo siciliano che prenda esempio da quei siciliani che hai ricordato tu falcone, borsellino ma io aggiungo don pino puglisi,beppe alfano,libero grassi ,peppino impastato e tanti tanti altri e quindi dare esempio al resto del paese che anche noi possiam essere all’altezza senza piangerci addosso e ripundiando la brutta nomea che nel corso di quest anni ci hanno affibbiato no quelli del nord ma noi stessi cn le nostre azioni chiudendo gli occhi quando s tratta d rispetto della cosa pubblica…tt sti indipendentisti siciliani io nn li vedo poi a tt e’ concesso sognare… io cm gran parte dei miei conterranei preferisco continuare a sentirmi fiero delle mie due identita’ che nn sono duali ma che anzi convergono pienamente cioe’ l’essere siciliano e l’essere italiano!!!!buon natale e apriamo le nostre coscienze!!!!
gionnir, vedo che hai letto ieri la Repubblica, l’ARS costa 160 milioni di Euro, 33 per ogni siciliano. Il Lazio secondo l’articolo della Repubblica costa 16 (sprecona). Ammettiamo che i Siciliani protestiamo ci manifestiamo oppure votiamo un politico serio e riforma l’ARS e facciamo scendere il suo costo a 10 EURO per Siciliano. Tu credi che l’articolo 38 sarebbe risolto? credo che il divario con la media nazionale sia grande ancora. Parliamo dell’articolo 37 se fosse applicato la Sicilia avrebbe 30.000 milioni di EURO, se non sbaglio 2000 EURO a Siciliano. Sono s’accordo con te che lo statuto deve essere applicato, però riconosciamo le nostre colpe e chiediamo rispetto allo stato italiano, perche l’Alta Corte non l’hanno tolta i Siciliani ad esempio, e questa Alta Corte doveva garantire, tra altro l’applicazione di questi due articoli.
Non mi hai convinto per niente con la tua spiegazione Risorgimentale, ci stai dicendo di non guardare con odio alla macchina del tempo e stai a guardare solo a un episodio “l’arrivo di Garibaldi” apri la tua visione storica e ricorda che i Siciliani si alzarono contro i francesi nel 1282, e ebbero un regno proprio fino al 1812 quando i Borboni non lo rispettarono, ti ricordo che nel 1820, 1837, 1848, 1860 il popolo si alzò contro i Borbonici, ma tu guardi solo l’ultimo alzamento. Garibaldi ci promise autonomia e fummo traditi, nel 1943 gli indipendentisti si alzarono e nel 1946 ci diedero l’Autonomia che NOI scrivemmo. Come vedi il Popolo Siciliano volle essere da sempre come minimo autonomo. Se oggi vogliamo questa benedetta attuazione dello Statuto Siciliano e perché non si è effettuata. Io se fossi un picciotto che nel 1860 si ribellò ed aiuto a Garibaldi a cacciare fuori i Borboni nel nome d’Italia, oggi mi sentirei un Siciliano tradito.
Lo Statuto Siciliano fu un atto di pace tra Sicilia e Italia, se lo Statuto non si rispetta si rompe la Pace e si deve tornare ad essa facendolo rispettare, tu come io ed altri Siciliani puoi fare una cosa, aiutaci a raccogliere firme per chiedere l’attuazione del Nostro Statuto.
Buon Natale!
Prof. Costa, continui a spiegare la situazione politico finanziaria della sicilia e dell’italia, sono tanti quelli che l’apprezzano, non si lasci scoraggiare da qualche ” spirito libero “, io la ringrazio per quello che lei fa. Approfitto per farle gli auguri di Buon Natale, cordiali saluti.
Per Alessandro Riolo, il prof. Massimo Costa ti ha spiegato come stanno le cose, io vorrei che mi spiegassi bene la tua sfegatata difesa dell’euro,
inoltre, quello che hai detto su Argentina, Algeria, Grecia, non mi ha convinto per niente, sorvoli su troppe cose. Per esempio non mi risulta che furono solo i politici greci a chiudere un occhio sui loro conti pubblici in dissesto prima di entrare nell’euro. Auguri di Buon Natale a tutti, e comprate solo meridionale.
Michelangelo, ogni regione d’Italia ha avuto ed ha dato, la storia del nostro paese è caratterizzata dalle divisioni e dalle occupazioni fino a che abbiamo trovato la forza di unirci contro gli invasori e contro il Vaticano, il debito pubblico Piemontese che al tempo dell’unificazione era la metà del debito italiano e stato contratto per sovvenzionare le guerre fatte per riappropriarci della nostra identità di italiani, al di la degli statuti, ogni regione ha una sua identità. Non esiste una regione che ha più diritti delle altre, chi lavora e paga onestamente le tasse in Toscana ed Emilia Romagna è stufo di vedere i propri soldi sprecati e rubati dalle amministrazioni di regioni meno virtuose, ma io non me la prendo con gli italiani o con i siciliani perchè questa Italia e in Sicilia si ruba, me la prendo con chi raggiunge il potere e si ritaglia privilegi a carico di tutti noi, sfruttando la semplicità della buona gente, un sistema che deve cambiare. Chi ha fatto il militare ha constatato che nelle forze armate sono tutti meridionali, il ladrocinio a cui ho assistito mentre lavoravo per 197 mila lire al mese mi ha segnato. Questo è stato fatto per creare lavoro al sud, e allora? Io mi sono sempre incazzato per queste cose, ma non con i meridionali, perchè i ragazzi siciliani che facevano il servizio di leva sfruttati dal sistema, erano come me e non come loro. Allora il problema è come organizzare una politica che risponda ai problemi della gente, che metta in contatto le intelligenze del paese. Come unirci perchè tutti gli italiani abbiano pari doveri e pari diritti e non come dividerci.
Professor Costa, all’inizio della sua intervista dice di non voler lasciare l’Italia ma di voler uscire dall’europa, quando nella sua replica dice di voler separarci sostanzialmente dall’Italia ma non dall’euro e dall’Europa, praticamente il contrario. Sempre nella sua replica dice che è necessaria la posizione favorevole dell’Europa, dove poco dopo dice che Lombardo e i siciliani non devono chiedere il permeso a nessuno, per il diritto dell’autodeterminazione dei popoli. Quindi il contrario di quanto prima riportato.
Dice che non è pertinente paragonare la Sicilia all’Albania o all’Algeria perchè sono realtà molto diverse mentre lei cita l’Islanda e le Faer Oer che sono sicuramente meno accostabili alla realtà economica, amministrativa e sociale della Sicilia rispetto a quanto lo sia quella della Grecia.
Tanto per fare qualche esempio l’Islanda supera di poco I 300.000 abitanti ed è sempre fra i paesi con l’indice di sviluppo umano più alto al mondo, prima al mondo per ben 5 anni, lista capeggiata quasi sempre da nazioni nordiche. Stesso vale per le Faer Oer, che sono praticamente danesi, non arrivano a 50.000 e si trovano fra l’Europa e l’America e quindi non poi così periferici.
La quasi totalità degli scandinavi, (fra cui metto anche gli islandesi che lo sono sia etnicamente che linguisticamente), parla inglese come seconda lingua, un po’ come in alcune regioni d’Italia si parla il dialetto dopo l’italiano o l’italiano dopo il dialetto. Tutte nazioni densamente poco popolate, con una criminalità quasi inesistente e una criminalità organizzata inesistente se non importata e operante in piccoli circuiti. Corruzzione ai livelli più bassi del mondo. Con reti di wellfare sociale che sono i più avanzati del mondo. Politica ambientale e amministrazioni eccelse. Evasione fiscale fra le minime in Europa, mentre noi siamo terzi dopo la Grecia e la Slovacchia,(Sole24ore). Credo il concetto sia chiaro.
Tanto per non fossilizzarci le chiedo con quali soldi pagherebbe gli stipendi dei dipendenti statali Siciliani, con l’euro, moneta comunitaria o con lo “scudo siciliano”? Moneta che potrebbe essere stampata e donata ai cittadini per rimettere in moto l’economia interna, uno scudo quanti euro sarebbero? Dato che le transazioni internazionali sarebbero pagate in euro, come potrebbe la Sicilia esportare di più grazie alla sua moneta debole che invece lei dedicherebbe ad un mercato interno?
Perchè le nazioni del mediterraneo non adottano una strategia simile invece di coesistere con i propri problemi socio-storici?
Premetto che non voglio difendere le banche, questo è un sistema che necessita migliorie, ma come lo cambiamo da fuori? Che differenza potrebbe avere la gestione della banca regionale di Sicilia rispetto agli istituti che gestiscono il mercato internazionale, la zecca dello stato è in mano ad istituzioni autonome per impedire che i governanti stampino moneta per sopperire agl’oneri dello stato, per evitare inflazione e che i soldi di tutti iniziano a valere meno. Quanto verrebbe a costare la vita in uno scenario simile?
Avrei piacere nel sentire proposte come un sussidio che permettesse di migliorare la qualità della vita dei giovani. Trovare proposte costruttive per rilanciare l’economia, ridistribuzione delle richezze, solidarietà fra classi socliali, come risolvere il problema del conflitto generazionale. Proposte non distruttive. Non di fuga. Non di si salvi chi può. Così si rischia di lasciare le scialuppe mezze vuote e la metà della gente in acqua.
@Salvatore: No, per quanto mi riguarda Massimo Costa non mi ha sufficientemente spiegato il suo punto di vista, e su quali basi si poggi il suo ragionamento. Capisco però benissimo i limiti dell’intervista e dei commenti come strumenti comunicativi, e della possibilità che ci possano essere dei travisamenti, più o meno sostanziali.
Ad ogni modo, nei miei primi commenti, che ho già raggruppato in un articolo inoltrato a BlogSicilia ma non ancora pubblicato, puntualizzo, in maniera altrettanto limitata, lo riconosco, diverse ragioni a difesa dell’Euro e dell’Unione Europea. Ce ne sono comunque molte altre e chissà che non capiti l’occasione di ripercorrerle, nel caso te lo farò presente.
Sull’Argentina non credo di avere nulla da aggiungere, e non c’è nulla da convincere, i fatti mi paiono ovvi. Chiunque additi l’Argentina a modello socioeconomico, è un cattivo maestro. La storia argentina è una tragedia infinita.
L’obiezione sui politici non Helleni non la capisco. Mica gli Helleni e i Siciliani hanno l’esclusiva sui politici fracchi. Mi pare che anche Francesi e Tedeschi, per non parlare dei Padani, da quel punto lì non scherzino proprio. Fino ad ora mi hanno sorpreso positivamente gli Spagnoli, sia i Socialisti che ora i Popolari, molto meglio di quanto mi aspettavo. Ad ogni modo, che ci siano politici incapaci in altri paesi, non è una scusante per eleggersene di più incapaci.
Sull’Algeria c’è poco da dire, faceva parte delle Comunità Europee, ha deciso di andarsene per la sua strada, ed oggi è piena di risorse naturali, e di milioni di persone che muoiono di fame e di ignoranza. Vuoi aggiungere altro?
Cesare: Sono pienamente d’accordo con te con il fatto che si deve cambiare la politica in questo paese.
La Sicilia ha uno Statuto d’Autonomia Speciale non perché ha più diritti che il resto delle regioni Italiane, ma perché storicamente se lo è guadagnato, nella tua revisione storica del periodo storico che portò all’Unità d’Italia non racconti tutta la Storia.
Nel 1860 in Italia c’era la monarchia sabauda e quella borbonica tutte e due erano italiane, con origini francesi, ma la seconda fu invasa, sconfitta e colonizzata. I Siciliani si alzarano in ben 4 volte contro i Borboni napoletani, ma anche si alzarono contro i francesi nel 1284. Il debito dei piemontesi fu creato per fare guerre dell’interese della loro Corona, e finanziato dopo con i risparmi e ricchezze dei cittadini siciliani e napoletani.
Nel 1946 la Sicilia ebbe uno statuto per risolvere il tradimento subito nel 1860, in cui si promise alla Sicilia di dare autonomia o autogoverno e non si diese. Oggi nel 2011 i siciliani ci accorgiamo che siamo stati traditi ancora una volta.
Non chiediamo di avere più diritti dei piemontesi, toscani o emiliani, chiediamo che si rispetti la Storia e la volontà di autogoverno dei siciliani, Lo Statuto chiede di essere trattati come gli altri popoli dell’Italia, pero aimé questo non succede.
Io cercai come te di cercare nella Storia il motivo di sentirmi italiano, pero la mia ricerca mi allontana da questo, perché l’unico sentimento che provo oggi e il tradimento.
@Alessandro Riolo, guarda che le perplessità sull’euro e sull’europa, non sono solo frutto di valutazioni del popolino, ci sono critiche anche di autorevoli personaggi sia politici, giornalisti etc etc. Saluti e auguri.
@Salvatore: Ogni decisione politica o economica comporta vantaggi, svantaggi, minacce ed opportunità, e c’è sempre chi, anche con intenzioni meritevolissime, come non dubito siano quelle di Massimo Costa, finisce nel privilegiare alcuni aspetti rispetto ad altri. Sarà deformazione professionale, lavorando da molti anni ormai nel settore della gestione dei rischi, ma personalmente l’idea che i Siciliani possano trarre vantaggio da una secessione dalla UE non mi convince per nulla. Approfitto per rimarcare che sono esposto ai punti di vista euroscettici, leggo il Telegraph un paio di volte a settimana, e ammetto che non hanno sempre torto, ma nemmeno completamente ragione!
l’Europa e’ ormai solo una dittatura nascosta dietro belle parole, sono d’accordo con il Prof. Costa.
2012 L’ANNO DELL’INDIPENDENZA DELLA SICILIA; Da gennaio tutti dovremo iniziare a pensare/fare in modo di mandare a quel paese, sia l’Italia che l’Europa , facendo divenire la Sicilia uno stato in regime auto referendario, in una economia consorziata in cooperative e una moneta propria. Comincieremo a chiedere ai siciliani con dei GAZEBO, le firme per l’autodeterminazione del POPOLO siciliano, sul modello ISLANDA. Presentando a questi un programma sintetizzato in 10 punti dove specularmente possano identificarsi orgogliosamente. Solo popolo Sovrano, senza mai piu una politica tradizionale, ma un governo solo tecnico, che soprintenda solo alle volontà del popolo. SE IO CI CREDO, SE TU CI CREDI, SE NOI CI CREDIAMO, SE TUTTI LO VOGLIAMO, SOLO SICILIA LIBERA E INDIPENDENTE,
PS; L’europa massonica e satanista, con le sue banche private vogliono applicare attraverso ” LE CRISI E LE GUERRE” il NUOVO ORDINE MONDIALE, desiderano microchipparci tutt con il RIFD sottocutaneo. IO SICILIANO NON CI STO.
Se qualcuno ritiene ABBERRANTE , utopistica, da pazzi, l’idea di una Sicilia libera, prego si accomodi attraversando lo stretto in Italia ,li troverà ciò che merita .
@Mario
la tua idea è giusta, ma il problema è che in questo momento ci sono troppi merceneari al governo e nelle corti adiacenti che usano i temi dell’autonomia per farsi i cavoli loro e questo indebolisce la nostra battaglia
[...] letto con particolare attenzione l’intervista al prof. Massimo Costa, pubblicata giorni orsono. Il mio pensiero d’indipendentista è notorio, tuttavia ho delle [...]
Ormai si sa che anche l’assurda e intollerabile povertà del terzo mondo è responsabilità dei banchieri, delle speculazioni finanziarie e quindi del “sistema degli interessi”. Questo non è l’unico sistema economico possibile. Mettere in circolazione le “monete complementari” dotate di demurrage, come proposto dal Prof. Massimo Costa per la Sicilia, significa rivoluzionare il sistema dal basso. Si vedrebbe attuata la tassazione monetaria al posto di quella reddituale. I servizi si pagherebbero con la moneta che si svaluta, senza i sacrifici dei cittadini. Questa è l’ “ice-money” di Silvio Gesell, una rivoluzione copernicana nel campo degli studi economici, ma nei libri di economia non se ne parla.
Non capisco tutte queste reticenze. Una moneta complementare e’ appunto complementare, ed a parte i molti benefici che se ne avrebbero, in caso di default dell’euro, molto probabile, sarebbe un salvagente.
Caro Professor Costa,
Al di là dei suoi contenuti, il suo articolo ha il grande merito di aver innescato un dibattito molto acceso: è la prova che i tempi sono davvero cambiati e i giovani siciliani vogliono essere orgogliosi delle loro gloriose origini e della loro storia e sono stufi di dover andare altrove per realizzare un progetto lavorativo e di vita! Sono stufi di essere considerati evidentemente disonesti. Come lei sa professore, molti problemi di oggi hanno radici lontane, nascono dal fatto che l’Unità d’Italia è stata fatta da nord con intento colonizzatore, senza nessun rispetto per la Sicilia ed i Siciliani. Tutte le aspettative sono state disattese, spesso con atroci fucilazioni. A proposito di queste, una seria riflessione va fatta per le tante vie anche siciliane, dedicate ai vari bixio, mazzini, garibaldi…
La Sicilia si sentiva periferia di Napoli e dei Borbone e si è trovata ad essere ancora più lontana dai centri di potere del nord.
E’ innegabile che molti dei mali della Sicilia derivano anche dalla corruzione della sua classe politica soprattutto dal secondo dopoguerra, dal far prevalere l’interesse egoistico contingente; depredando risorse della collettività nel presente hanno rubato il futuro ai giovani. I politici siciliani, hanno rubato il futuro ai giovani e si sono arricchiti come dei parassiti, approfittando della “terra di nessuno”, con uno Stato percepito come lontano, incapace e per molti versi assente. La mafia, le norme a favore della casta, le rendite parassitarie, le infrastrutture da terzo mondo, i servizi scadenti, sono il segno più tangibile dell’assenza di questo staterello. I politici siciliani a Roma non parlano della Sicilia ma solo di beghe della politica nazionale che a noi siciliani interessano poco. Il governo della lega e di tremonti, hanno inferto al sud ed alla Sicilia dei colpi mortali; basti pensare che hanno utilizzato i fondi FAS (fondi per le aree sottosviluppate come noi siamo purtroppo) per tutto tranne che per lo scopo per cui erano stati istituiti: finanziare lo sviluppo del sud. Li hanno spesi lontano dal sud quei soldi, addirittura per quel colpo di teatro dell’abolizione dell’ICI, hanno impedito così di avere risorse per co-finanziare i progetti europei. Però se costoro pensavano di avere ucciso la Sicilia, hanno raggiunto l’obiettivo opposto: ci hanno ridato l’orgoglio e la voglia di recuperare la nostra dignità. Lo dobbiamo alla bellezza della nostra terra, alla nostra Storia ed alla grandezza di chi ci ha preceduto! L’articolo del prof. Costa e i numerosissimi commenti attestano la voglia di CAMBIAMENTO dei siciliani, mi hanno dato una grandissima gioia ed una voglia di partecipare al dibattito. Noi giovani siamo sicuri di una cosa: la Sicilia è dei siciliani, soprattutto dei nostri figli, per cui deve essere governata con un unico scopo: l’onesta, la competenza, il rigore e lo sviluppo, per questo vogliamo la piena attuazione dello Statuto.
Caro professore Costa,complimenti per il suo articolo che condivido pienamente.Sono il titolare di RADIO IN e sono cosi’affascinato dal suo progetto,che voglio mettere questa emittente storica con tanti ascoltatori al servizio delle sue idee.Spero di ricevere una sua risposta.Grazie e BUON 2012 !!
[...] Continua » [...]
fatemi capire…in estrema sintesi…vorreste sostenere che le clamorose e criminali inefficienze della sicilia siano da imputare alla mancanza della piena attuazione dello statuto?
quindi, giusto per fare un esempio concreto, le nostre strade e il nostro territorio sono devastati dalla presenza di discariche incontrollate di rifiuti per colpa del governo centrale e non per la mancanza di una VERA politica di gestione dei rifiuti?
e ancora…il fatto che tutti gli indici di efficienza delle nostre aziende pubbliche siano ridicoli, è da imputare alla mancanza di libertà? (mancanza di libertà che cmq consente di nominare tutti dirigenti…)
a be…non so di cosa stiate parlando…ma non mi meraviglio del perchè andiamo così male…..
Com’era quella storia della Repubblica delle banane?
@Italo. Ha ragione, dal suo intervento è più che evidente “perché andiamo così male”…
Dal 1861 siamo uniti a un’Italia che ci considera come fratelli minori , siamo andati cosi’ male in questi anni che peggio di così mi pare difficile.Secondo me, non è daccordo con l’autonomia chi se la passa bene questa situazione e ha paura di perdere questa posizione privilegiata.Insomma per capirci i “Gattopardi”del III millennio,protetti dal torpore in cui riversa la popolazione.Dottor Costa invito lei e altri suoi colleghi a mettere al servizio di tutti i siciliani il suo sapere.Riscattate la Sicilia e la dignità di un popolo.A tutti quelli che parlano di mafia rispondo con le stesse parole che il deputato Giuseppe De Felice pronunciò pubblicamente in un suo discorso alla camera il 23 Novembre1899:<>.
A tutti quelli che parlano di mafia rispondo con le stesse parole che il deputato Giuseppe De Felice pronunciò pubblicamente in un suo discorso alla camera il 23 novembre 1899:”LA MAFIA NON E’ LA VERGOGNA DELLA SICILIA,MA DEL GOVERNO CHE LA MANTIENE”.
@sara
scusami sara, mi sembra di capire che anche tu ritieni che nell’autonomia ci sia la soluzione dei mali siciliani, tenuto conto che sembrerebbe (ovviamente è tutto da dimostrare con dati certi e con fonti verificate alla mano)che potremmo avere l’indipendenza economica.
Mi permetto di evidenziare che non è con l’aritmetica che nascono gli stati e le nazioni e che se condizioni per l’autonomia è l’economia, allora avrebbe ragione la lega, il veneto e…va be…ci siamo capiti!
Ho citato solo a titolo di esempio pochissimi problemi che in tutta evidenza non dipendono dalla nostra presunta sudditanza dall’Italia (come se NOI non fossimo Italia…), magari se ti va puoi spendere qualche parola anzichè chiedere aiuto al Dottor Costa chenon so a quale titolo si arroga il diritto di parlare a nome DEI siciliani e non soltanto di una PARTE dei siciliani…
Poi se vuoi possiamo anche parlare della storia dei Gattopardi!
PS
“Dal 1861 siamo uniti a un’Italia che ci considera come fratelli minori”
mi sembra di ricordare che una spinta decisiva all’ITALIA unità nacque proprio dalla Sicilia e che l’ITALIA non è terza rispetto a noi ma l’ITALIA è anche NOI….questa storia dei fratelli minori mi sa tanto di “coda” come diciamo spesso a Palermo!
@ Italo proprio il Professore Massimo Costa ha scritto alla giornalista di Report Milena Gabanelli una lettera che ti invito a leggere se vuoi schiarirti le idee sullo Statuto Speciale della Sicilia, niente di più facile basta cliccare le parole che ti ho detto, se poi vuoi cominciare a ragionare ti leggi il libro “Terroni” di Pino Aprile,inoltre ti volevo spiegare che aziende del nord del settore
rifiuti volevano costruire in sicilia 4 megainceneritori con una portata di smaltimento 10 volte superiore ai rifiuti prodotti in sicilia, la sicilia fra l’altro è una delle regioni con una produzione di rifiuti procapite tra
le più basse in italia. Ti sei mai chiesto come mai in sicilia le società di raccolta dell’Ato erano quasi tutte del nord ? Come mai il piano rifiuti
non ha mai funzionato e siamo arrivati all’emergenza ? Io non voglio insinuare niente ma ci penso e me lo domando, perchè ? Il Presidente della Regione Lombardo invece sull’argomento ha fatto delle circostanziate denunce a proposito, ma ancora non si sa niente.
@ Sara ci tengo a dire che condivido in pieno il suo pensiero.
Saluti
@siciliano
complimenti per i tuoi toni da signor so tutto io, aspetta che ti spiego!
stiamo ai fatti, ed in particolare ad uno per essere concreti!
Mi stai dicendo che in sicilia siamo sommersi di rifiuti (che altrove costituiscono una risorsa) e non abbiamo una politica di gestione efficace perchè 4 aziende del nord volevano approfittare della situazione e lucrare?
Non so da dove prendi le informazioni ma gli ATO, giusta legge D.Lgs. 22/97; “…si configurano come società per azioni a capitale pubblico e nascono con lo scopo di superare la frammentazione delle gestioni, di conseguire economicità gestionale e di garantire che la gestione risponda a criteri di efficienza ed efficacia…”
Invece tu mi dici che è colpa del Nord?
quindi il fatto che gli ATO siciliani, con amministratori siciliani, con azionisti siciliani, siano soltanti dei costosissimi stipendifici è colpa del nord?
Possibile che non si riesca a stare in tema e si parli sempre d’altro e si voglia dare la colpa al nord?
E se anche per assurdo fosse stato così, vuol dire che i nostri efficientissimi burocrati pubblici siciliani hanno permesso tutto ciò?
e dovrebbero avere le capacità di amministarci???
Se vuoi/puoi avere la gentilezza di rispondermi ti chiedo di rimanere ai fatti!
e forse pure il Palermo potrebbe fare i preliminari champion; il Catania i pre-preliminari e il Messina beh lasciamo perdere
Liquida- Rifiuti. Da Erice il sindaco Giacomo Tranchida dichiara: non pagheremo il pizzo ad Aimeri Ambiente di Rozzano Milanese.
EcoBlog.it – Bertolaso. L’ultimo regalo alla sicilia: due inceneritori.
Finanza&Potere – Rifiuti in sicilia.
Live Sicilia – Termovalorizzatori, Lombardo Politica e mafia alleati nell’affare.
Corte dei Conti su gestione Aao in sicilia
Buona lettura
Ripeto, Live Sicilia – Termovalorizzatori. Lombardo – Politica e mafia alleati nell’affare.
Corte dei Conti su gestione Ato in sicilia ( notizia recente)
non capisco quello che vuoi dire ,italo.Comunque stando ai fatti ,come dici tu,non si può negare che il governo italiano da SEMPRE,e mi farebbe piacere che tu mi dimostrasse il contrario,ha favorito lo sviluppo al nord,con la costruzione di strade ferrovie,aeroporti,metropolitane 1,2,3 e via discorrendo,e il degrado e la mafia al sud;ma non perchè loro sono più bravi di noi,precisiamo,ma perchè i governi nordisti che si sono susseguiti negli anni hanno confluito più denaro possibile in quella parte d’Italia.Anzi ti dirò di più,su facebook gira un articolo del sole 24ore dal titolo a caratteri cubitali, “il debito pubblico è del nord”,e di chi se no, i soldi a loro li hanno dati.allora, visto che cosi’stanno le cose,camminiamo con le nostre gambe,magari staremo peggio ma almeno a quel punto sarà soltanto colpa nostra.
Ma guarda ‘sti quattro cialtroni di stampo governativo in giacca e cravatta che si son magnati tutta la torta e ora colla loro retorica barocca vollebbero farla pagare a voi poveri siciliani per magnarsi anche l’altra, poi…
Palermo 26 gennaio 2012. La Corte dei Conti boccia la passata gestione degli Ato rifiuti in sicilia definita dissennata e caratterizzata da illegalità.
Italo – Io non so dove vivi, ti posso dire che per mia natura prima di scrivere su un blog, mi documento. Non mi stupisce la tua incredulità su alcuni argomenti che riguardano la sicilia, la riscontro spesso anche su personaggi di spessore che su molti argomenti della nostra terra, cascano dalle nuvole, sarà che molti di noi danno per scontato quello che viene ripetuto da anni e che molto spesso è falso, o ancora più pericoloso, una mezza verità. Sugli argomenti rifiuti c’è molto da dire, specialmente sulla sigla Cip 6, che ti invito a cliccare e approfondire. Gli inceneritori o impropriamente termovalorizzatori, non vanno d’accordo con la raccolta dei rifiuti differenziata, anzi per dirla tutta hanno interessi opposti.
Cerca sul web il perchè del disastro in campania, che si stava ripetendo anche in sicilia. In quanto al Prof. Massimo Costa, non parla a nome di tutti i siciliani, parla solo ai siciliani che hanno a cuore le sorti della nostra isola, ci informa semplicemente, autorevolmente.
Credo sia opportuno fare delle precisazioni
io abito nella provincia di Palermo, ho iniziato a lavorare molti anni fa nel nordest nel settore pubblico ma poichè ritengo naturale abitare in Sicilia, quando ne ho avuto la possibilità sono ritornato a casa.
La mia esperienza di lavoro su scala nazionale ha rafforzato in me l’idea che noi siciliani non siamo secondi a nessuno e ho constatato che moltissimi brillanti funzionari e dirigenti di aziende pubbliche e private del Nord sono siciliani ma…di questo non devo convincere nessuno, la nostra storia è il nostro valore è ben noto.
La mia tesi è che non sta nell’autonomismo, sia del sud che del nord, la soluzione dei mali.
Non vedo nessuna evidenza, ne me l’avete fatta notare, di come i nostri mali siano da imputare a questa presunta sudditanza mentre invece non posso fare a meno di riscontare, con grande rammarico, di come spesso le nostre amministrazioni abbiano degli indici di efficienza pietose.
@siciliano
ho letto le note da te segnalate ma non possiamo parlare del generale prendendo ad esempio il particolare!
I fatti – basta andare in giro per la sicilia – evidenziano ad esempio che la generalità degli ATO siano di proprietà ed amministrazione siciliana e a parte pochè singolarità, i risultati sono pietosi!
Il mio territorio ad esempio rientra nell’area di pertinenza della Società SICILIANISSIMA “Alto Belice Ambiente S.p.A” riconducibile all’ATO PA 2, una delle più grandi di Sicilia e i risultati sono disastrosi: tariffe elevatissime, raccolta differenziata irrisoria (praticamente zero, frequenza di raccolta di una volta ogni due settimane nella speranza che le discariche a cielo libero che si formano in tutto il territorio vengano incendiate (niente cassonetti, soltanto costose pale meccaniche e meziz di movimento terra delle cave) inquinamento dei suoli e dell’atmosfera e…potrei continuare a lungo….la procura è informata!
Ovviamente nessuno dice che la soluzione sta nei termovalorizzatori!
E sarebbe colpa del nord?
e potrei parlare di tante altre società comunali, potremmo parlare dell’AMIA, dell’AMAT, dell’AST…dell’ARS, delle provincie, dei comuni!!!
E la soluzione sta nell’autonomia? ma..perchè?
E inoltre, dici anche che il “Prof. Costa non parla a nome di tutti i siciliani ma soltanto di quelli che hanno a cuore le sorti della nostra isola” quindi, se la lingua non è un’opinione, per transitività ribadisci ancora una volta che soltanto gli autonomisti hanno tale sensibilità….bella presunzione!
Per fortuna siamo in tantissimi, e fino ad oggi per il quieto vivere troppo silenziosi, ad avere a cuore le sorti della Sicilia ma faremo di tutto per combattere l’autonomismo e credere nell’ITALIA e nella SICILIA quale sua componente fondamentale, tanto quanto il VENETO o il MOLISE!!!!
@SARA
mi stai dicendo che in Sicilia non sono arrivate risorse finanziarie??? basta andare a leggere gli annali e i bilanci e vedrai che probabilmente è arrivato anche di più dei mancati introiti delle accise tanto sbandierati!
Mi vengono in mente le decine e decine di dighe costruite costruite all’epoca della cassa per il mezzogiorno, tutte ultimate e mai collaudate…e sopratutto prive di impianti di distribuzione!
ragazzi….non fatevi illudere dalle sirene, è facile dare la colpa agli altri, noi purtroppo viviamo in un periodo di decadenza per la stanchezza e l’atarassia di tanti che hanno dato delega in bianco ad un gruppo di cialtroni!
facciamo autocritica…guardiomoci dentro…e abbiamo le energie per tirarcene fuori….ma non certo dalla divisione nasce la forza!
La natura premia le grandi mescolanze…non date più delega in bianco ai vostri pensieri!
PS: scusate..lungi da me i toni della predica!
Italo cmplimenti, finalmente un commento VERITIERO, la verità delle volte fa male, i siciliani ci pizzichiamo o ni puncemu un pò quando ci dicono la verità. Il passato è passato.Il futuro lo vedo male x tutti i popoli.La colpa è del clientelismo che i politici hanno inculcato ai cittadini del sud, x avere i voti, adesso sono cavoli AMARI.Tali patri tali , tali figghi.
Giuste le autocritiche Italo, ma le colpe della situazione economica disastrosa in cui ci troviamo non sono solo di noi siciliani.
E’ vero che i siciliani (politici e amministratori) non hanno brillato nella gestione della cosa pubblica, più per ignoranza che per altro; è vero che molti dei problemi della Sicilia sono inputabili ai politici Siciliani, in Sicilia e a Roma. Dalla fine della 1^ repubblica, i politici siciliani a Roma non hanno mai fatto niente per la Sicilia; quando invece dovrebbero metterla al centro della loro azione, perchè prima di tutto noi siamo siciliani!
E’ vero che i politici (siciliani) che fino a ieri hanno rubato, hanno rovinato il nostro presente e quello dei nostri figli!
Per essere meno generico, ti voglio accennare alla questione molto concreta dei fondi FAS che dovrebbero essere destinati alle Aree Sottosviluppate e quindi al sud, per investimenti infrastrutturali, generatori di sviluppo (Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno) e non le solite cattedrali nel deserto. Qualcuno ha giustamente definito questi FAS (2007/2013) come fondi “A Scomparsa” perchè il ministro tremonti (mai più al governo!!!) li ha utilizzati come un suo bancomat politico, dirottandoli soprattutto verso nord, sotto la sapiente regia della lega nord (partito territoriale senza alcuna ideologia se non che il sud fa schifo, è un parassita e non si deve far arrivare un centesimo…) E SENZA CHE NESSUN POLITICO SICILIANO SI OPPONESSE!!!. Inizialmente i FAS stanziati ammontavano a circa 65 MILIARDI DI EURO!!! Quando tremonti ha fatto la sua ultima manovra “lacrime e sangue” questi FAS si erano già ridotti a 25 MILIARDI DI EURO (meno 40!!!) e il grande ministro di questa minchia li ha ridotti di un ulteriore 10% (ancora meno 2,5 MILIARDI!!!). Qualcuno sostiene che di FAS non ce ne siano più!!!
Qualche esempio di come li hanno spesi?
- riduzione dell’Ici (colpo di teatro che ha fatto vincere le elezioni al buffone);
- cassa integrazione settentrionale (non hai idea di quanto i(m)prenditori del nord che non ne avevano bisogno, ne abbiano approfittato);
- G8 della Maddalena;
- Fondo di Palazzo Chigi (BUNGA BUNGA for President? Aerei di Stato per le buttanone di sua maestà???)
- Multe degli allevatori padani;
- costi del terremoto dell’Aquila (pagato solo dal sud???)
E’ vero caro Italo che i politici siciliani sono stati delle merde dediti solo ad arraffare ed a raccomandare altrettante merde nei posti di comando, ma credo che il vento sia cambiato ed anche la società civile siciliana sia cambiata, abbia recuperato la sua dignità perchè ha capito che altrimenti i loro stessi figli non hanno futuro!!
Ma ti garantisco che il nord non ha nulla da insegnarci (vedi Regione Lombardia) e se tu vedessi gli articoli razzistici nei confronti del sud e dei meridionali, non saresti così accomodante ed altruista.
Comunque, apprezzo ed accolgo la tua esortazione all’autocritica ed al cambiamento
Cordialità
caro italo ciò che scrivo non è frutto di opinioni personali,ci sono dei fatti storici documentabilissimi anche su rete che tu puoi consultare, che dimostrano ciò che dico.Non invento delle cose solo per dare la colpa a gli altri.TI PARLO DI FATTI REALMENTE ACCADUTI.Per esempio leggi questo:http://www.ragusanews.com/articolo/19227/in-principio-fu-il-banco-storia-del-credito-in-sicilia
il futuro ,cara anna ,mai come in questo caso è frutto del passato,leggetevi quello che hanno inflitto i piemontesi dopo l’Unità d’Italia ai siciliani di quel tempo, è scritto in tutti i libri che raccontano la storia della Sicilia.Leggetevi la storia del sordomuto Antonio cappello.Anche Garibaldi in una lettera ad adelaide cairoli scrisse:”Non rifarei la strada del Sud,temendo di essere preso a sassate.Lggi questo: http://www.storiadeisordi.it/articolo.asp?ENTRY_ID=1148
@niki
non sarò certo io a difendere il precedente Governo nazionale e men che meno la Lega, (ci vorrebbbe un bel coraggio) ma è pur vero che se anche al Nord fanno le migliori porcherie, i servizi minimi vengono cmq erogati con costi complessivi inferiori e qua invece no!
Tenuto conto anche di quello che dici, mi limito a ripetere che non vedo la soluzione nelle divisioni e negli autonomismi, la politica è espressione della base elettorale (con tutti i limiti del caso…) e la soluzione sta nell’impegno di tutti e sopratutto nello smettere di dare deleghe in bianco come abbiamo sempre fatto! per troppo tempo siamo stati tutti ricattabili per piccole plebende e per avere scambiato diritti per favori, riprendiamoci l’autonomia, ma quella delle scelte e delle coscienze!
@sara
gli episodi che tu racconti sono veri, e ce ne sono anche di altri e di peggiori, ad esempio il bilancio dello stato nei primi anni del Regno ebbe un contributo formidabile dalle rendite della Sicilia, ma questo cosa c’entra con la storia di oggi? pensi che con l’autonomia diventeremmo più forti, più autorevoli e più oculati? se me lo dimostri ne prendo atto. Non credo agli atti di fede in politica e sopratutto nelle questioni degli uomini!
@anna
grazie per la solidarietà
ma i politici ci hanno inculcato il clientelismo solo perchè NOI lo abbiamo voluto e lo abbiamo eletto a sistema!!!!
@ Italo – Se la sicilia ha ottenuto in parte (solo sulla carta le parti importanti )lo Statuto Speciale, non ti chiedi perché ? E non ti chiedi perché altre quattro regioni d’italia sono a Statuto Speciale ? Sei contro gli autonomismi, va bene, ma vale solo per la sicilia ?
Hai sentito mai parlare di Canepa, di Finocchiaro Aprile, Alessi, dell’EVIS del Mis ? Nel messaggio del 26 gennaio delle ore 16.19, ti facevo riferimento
ad una lettera del Prof. Massimo Costa, capisco che non hai molta simpatia
per il Prof. Costa e non hai accettato di leggerla, ti prego di farlo, perché vale la pena approfondire.
@ Italo – Alla fine di questo articolo, sotto dove sta scritto LEGGI ANCHE
dove c’é la nostra bandiera e un articolo interessante sul nostro Statuto, che vale la pena di leggere, l’autore è il Prof. Costa.
@Siciliano
non mi piace dare risposte improvvisate, devo studiarlo con attenzione e riscontrare alcune fonti e ne riparliamo.
Di certo posso dire che pensavo di essere stato chiaro nell’evidenziare che non vedo negli autonomismi le risposte ai nostri problemi, siano essi autonomismi del sud o del nord.
Il perchè delle regioni a statuto speciale non è certo un mistero e anche il meno accorto dei blogger si accorge che si tratta di regioni periferiche…ma non è solo una questione di periferia o di geografia ovviamente!
Ma i tempi cambiano, e ce ne siamo accorti tutti, e non è detto che ciò che costituiva una priorità 60 anni fa, lo sia ancora adesso!
Mi dispiace che io stia apparendo contro la Sicilia…è l’ultimo dei miei pensieri questo!
Ho perso tantissimo pur di ritornare nella mia Isola, ma lo rifarei di nuovo e subito!
Qualcuno chiedeva notizie sul TRATTATO DI LISBONA!
Ecco cos’e`: guardate sto video!
http://www.livestream.com/tamtamsardegna/video?clipId=flv_b0d62e5f-0477-44d7-a73e-80adacf46842&utm_source=lslibrary&utm_medium=ui-thumb
Italo, proprio guardandomi indietro, valutando come sono andate le cose, sono sempre più convinta che la sicilia non ha futuro in un sistema politico che agevola solo e sempre i soliti. Non ci permetteranno di diventare dei possibili concorrenti poichè ogniqualvolta sia stata presa un’iniziativa viene fermata tirando fuori dal cappello magico la parola mafia, un vecchio trucco di cui si servono tutti per buttare fango su qualcuno o qualcosa e così fargli fare un passo indietro.Per esempio era stata avanzata la proposta di riaprire il casinò di Taormina per favorire il turismo fonte di ricchezza per l’isola, no,ti rispondono, non è possibile così diamo la possibilità alla mafia di riciclare denaro sporco, come se per loro è un problema andarlo a riciclare al casinò di Venezia, Montecarlo o saint Vincent.Italo ,la musica è sempre la stessa , la Sicilia deve voltare pagina prendendo le proprie sorti nelle proprie mani nel bene e nel male.Nessuno può prevedere come andrà ,non si potrà avere una certezza matematica,ma almeno ci riprenderemo la nostra dignità che vale più di qualunque ricchezza.
Condivido quanto dice Sara, a proposito dell’autonomia. Difficile peggiorare rispetto allo stato attuale. La rivolta dei forconi nella sua disorganizzazione è figlia di un disagio sociale che cresce sempre di più e se non viene adeguatamente governato, questo processo rischia di prendere una bruttissima piega…Lo stato italiano non ha soldi da investire nello sviluppo del sud, quei pochi che ha li impiega nel nord.
Vi invito a tornare alle origini del problema, a 150 anni fa, e vi invito ad approfondire il pensiero di Cattaneo, il più lucido dei tanti intellettuali dell’epoca ma purtroppo inascoltato, oltre che quello più recente del grande Andrea Finocchiaro Aprile.
Cari ragazzi, mi fa piacere leggervi, W la Sicilia