L'intervista al fotografo palermitano che espone la Sicilia nel mondo

Palermo arriva a Budapest negli scatti di Domenico Aronica

focus on palermo

26 aprile 2011 -  Ci sono passioni che non si può fare a meno di assecondare e perseguire. Ci sono immagini, volti, situazioni che non chiedono altro che qualcuno colga ed interpreti ciò che vogliono comunicare. Vite immortalate da uno scatto fotografico, che diventano racconti di storie ed aspirazioni, della cultura di un popolo, del passato di una città, dei desideri di una comunità.

Basta guardarsi intorno ed osservare, ma nel modo giusto. E così la passione per la fotografia diventa un’esigenza quasi ineludibile, come è accaduto a Domenico Aronica, giovane fotografo palermitano poco più che trentenne.

“Focus on Palermo” è il titolo della sua mostra allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura di Budapest sino al 29 aprile. Un importante segno di interscambio culturale tra due paesi così vicini ma così differenti. “Un progetto – sottolinea il fotografo – concretizzatosi senza alcun supporto da parte delle istituzioni culturali locali, che fanno davvero poco, o meglio nulla, per promuovere l’immagine della Sicilia oltre i ristretti confini dell’isola”.


Nessun maestro di fotografia per Domenico Aronica, che per anni ha continuato a lavorare e a perfezionarsi da autodidatta. Una laurea in Scienze della Comunicazione, la passione per il cinema e per i viaggi ma, in primo luogo, uno smisurato amore per Palermo che da adolescente inizia a visitare con occhio curioso ed indagatore, assistito dalla propria macchina fotografica.

Numerose passeggiate per i vicoli del centro storico, i mercati più antichi, le viuzze nascoste nel cuore dei quartieri dai quali passarono fenici, arabi, normanni. Una ricerca continua, meticolosamente affinata nel corso degli anni, con molti chilometri percorsi ed altrettante foto scattate, sino ad arrivare lontano, oltre lo stretto di Messina.
Le prime collaborazioni importanti, a Parigi con Magnum Photos e a Firenze con Alinari.

Da Palermo all’estero: Warsavia, Cracovia, Copenhagen, Il Cairo. Storia di una passione coltivata e nutrita, sino a diventare professione. “È necessaria molta determinazione – dichiara Domenico. Bisogna innanzitutto guardare al passato, capire cosa è già stato fatto in ambito fotografico, comprendere le tecniche dei grandi maestri che hanno rivoluzionato il mondo dell’immagine”.

E in merito alle tre caratteristiche necessarie ad ogni buon fotografo? La risposta arriva senza esitazione alcuna: “L’umiltà, ovvero la propensione a non dare nulla per scontato, seguita dalla pazienza intesa come minuziosa ricerca del livello di espressività capace di contraddistinguere uno scatto”. Conquiste senza dubbio importanti ma contestualmente imprescindibili “dal rispetto dovuto a quanto decidi di fissare per sempre con un’immagine, come nel caso dei ritratti, i cui protagonisti si raccontano a milioni di occhi sconosciuti”.

Tra i progetti futuri, una mostra sull’attività di Bruno Caruso, uno dei massimi pittori siciliani viventi ed una serie di esposizioni realizzate in collaborazione con associazioni culturali ed ambasciate estere.

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