25 gennaio 2012 - Dopo i pesanti disagi provocati dai sei giorni di stop dei tir, Palermo si appresta a vivere un’altra giornata difficile.
Stamattina, il movimento Forza d’Urto invaderà pacificamente il capoluogo siciliano per dare vita a una manifestazione promossa “nell’attesa – si legge in una nota – dei risultati che scaturiranno dall’incontro che si terrà a Roma tra il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e il presidente del Consiglio Mario Monti”.
Un corteo partirà alle 9 da piazza Croce dei Vespri e si dirigerà a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, dove si terrà un sit-in.
Per l’occasione il movimento sfilerà “riunificato dopo le incomprensioni dei giorni scorsi ormai ampiamente chiarite e superate”.
Nonostante il maltempo che imperversa da ieri sera su Palermo è prevista una partecipazione massiccia. Nel capoluogo siciliano sono attesi infatti decine di pullman carichi di manifestanti provenienti da ogni parte dell’Isola.
Da Facebook gli organizzatori hanno lanciato un appello ai siciliani: “Forza ragazzi … Domani (oggi per chi legge ndr) tutti a Palermo con qualsiasi mezzo!!! Riempite il nostro capoluogo solo di buone intenzioni, senza nessun atto o atteggiamento di violenza o di intolleranza … Attenzione agli infiltrati … state attenti, fotografate o filmate tutto quello che potrebbe apparire sospetto o che potrebbe pregiudicare la manifestazione. Denunciate subito alle forze dell’ordine”.
Accanto ai forconi inoltre marcerà il corteo degli “Studenti siciliani in lotta”, senza simboli politici per “ribadire – spiegano – la trasversalità della mobilitazione contro il caro-vita”.
Saranno presenti soltanto le bandiere della Sicilia e quelle italiane per “dimostrare che il grave atto della scorsa settimana, – aggiungono – quando fu bruciato un tricolore durante una manifestazione, è soltanto il gesto di una minoranza di studenti dei centri sociali infiltratisi nel movimento”.
“Continueremo a sostenere la protesta del Movimento dei Forconi – dice Marco Alessandra, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Palermo – in quanto è a rischio soprattutto il futuro dei giovani siciliani che, a causa di questa crisi economia e dell’incapacità dei governi di arginarla, rischiano di dover lasciare la nostra terra. Domani saranno in piazza simbolicamente genitori e figli, per la prima volta uniti nel difendere il proprio futuro e la propria comunità di appartenenza”.
In vista del corteo, le forze dell’ordine hanno presidiato per tutta la notte i portoni di accesso a Palazzo dei Normanni. Polizia e Carabinieri hanno controllato tutta la zona nei pressi di piazza del Parlamento.
Al corteo di oggi dovrebbero sfilare l’uno accanto all’altro i tre leader protagonisti nei giorni della protesta di forti contrapposizioni.
Martino Morsello, 56 anni, allevatore di spigole e cernie fallito, Mariano Ferro, 53 anni, agricoltore con 20 ettari di terreno per ora incolti, e il suo braccio destro Giuseppe Scarlata, 43 anni, pastore e produttore di formaggi.
Morsello è accusato dagli altri due di aver voluto tenere una linea dura nella protesta insieme al presidente dell’Aias, l’associazione degli autotrasportatori, il catanese Giuseppe Richichi, e di aver portato nel movimento la presenza di Forza nuova.
Per questo l’acquacoltore di Petrosino, ex assessore socialista a Marsala, è stato espulso dai Forconi che però sulla carta non esistono, non avendo statuto nè leader eletti. Da parte sua Morsello ribatte che Ferro e Scarlata sono vicini al Mpa di Raffaele Lombardo.
“Io sono il movimento dei Forconi – dice -. Ora bisogna trovare un chiarimento fra tutte le anime che lo compongono nell’interesse del movimento stesso. Non appartengo a nessuno, sono un guerriero che non ha paura ne’ di Forza Nuova ne’ dei centri sociali’.
Ferro risponde: ‘Il corteo è nostro non di Morsello cui dico: se sei disponibile a ritrovare l’unità noi discutiamo. Morsello allontani Forza nuova e anche la figlia, vicina alla Destra estrema, dai Forconi e discutiamo. Oggi siamo a Palermo a manifestare in attesa di notizie da parte di Lombardo. Vogliamo cose concrete. Se non le otterremo? Diciamo che lo stato di agitazione continuerà”.
Tutte le attese dei Forconi sono appunto concentrate su Palazzo Chigi, a Roma, dove nel tardo pomeriggio, alle 19, il premier Mario Monti riceverà il
Numerose le rivendicazioni che il governatore porterà all’attenzione del governo. Oltre ai problemi dell’autotrasporto, dalle quali si e’ innescato il blocco totale di questi giorni in tutt’Italia, Lombardo sottoporrà a Monti tutte le principali questioni politico-economiche che lo riguardano, a cominciare dal Ponte sullo Stretto, ma parlerà anche di fiscalità di vantaggio, di accise sulla benzina e del costo dei carburanti nell’Isola, di Sanità e di quota di compartecipazione sanitaria, e di tutela dei prodotti agricoli siciliani.
Della delegazione siciliana dovrebbero fare parte anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio e e gli assessori regionali Elio D’Antrassi, Massimo Russo, PiercarmeloRusso e Gaetano Armao.
Fuori da Palazzo Chigi, ad attendere l’esito del faccia a faccia tra il premier e il governatore Lombardo, ci sarà, a partire dalle 17, una rappresentanza dei sindaci siciliani.
“Condividiamo alcune delle ragioni delle proteste di questi ultimi giorni e riteniamo che siano tanti i problemi che non hanno ancora trovato soluzione” spiega Giacomo Scala, presidente dell’Associazione dei comuni siciliani.
“Proprio per fronteggiare le necessità improcrastinabili degli enti locali – prosegue -, sollecitiamo, in prima battuta, la chiusura della trattativa sul federalismo. La sua mancata applicazione, infatti, ha una refluenza negativa su questioni fondamentali relative alla vita dei comuni, tra cui lo stesso costo dell’energia elettrica e la possibilita’ di attivare i necessari fondi perequativi”.
L’Anci Sicilia chiede inoltre “la rivisitazione del patto di stabilità e la definizione delle politiche di coesione e di sviluppo, per favorire le spese destinate agli investimenti”.
“E’, quindi, assolutamente necessario – conclude il presidente Scala – trovare una soluzione definitiva, perché ai disagi affrontati in questo momento dalle categorie produttive si sommerebbero i disagi derivanti dall’impossibilita’, per i comuni, di erogare anche i servizi essenziali’.
Concordo con Orazio, spero che i catanesi decidano finalmente di martoriarsi. Per questo vorrei Salvo Pogliese sindaco d...
Un giovane con già una forte esperienza amministrativa alle spalle credo che sarebbe l'ideale per ridare smalto ed ener...
Un sindaco catanese finalmente? Sarebbe un sogno!...
Magari Pogliese decidesse di candidarsi. Basta con i vecchi arnesi della politica, stile Bianco, vogliamo un giovane pre...
ma ritirate il presidente che è cerebroleso perchè solo un cerebroleso può fare ritirare un uomo e campione vero come...
La voglio vedere tutta nel caso in cui vince Orlando, con l'IDV contro Monti, chi glieli deve dare i soldi al professore...
Era ora... il pesce dopo 'nu poco puzza....
Dopo Scapagnini e Stancanelli adesso pure questo qui, quello che faceva l'ultrà fascista, che è stato al servizio di e...
I Greci hanno studiato la prospettiva e corretto l'inclinazione e la distanza delle colonne per offrire all'osservatore ...
POOL POSITION E AL CORRETTA FORMA PER DIRE CHE IL CANDIDATO E IN LINEA PER LA POSITION...
“Vento culturale dei Forconi, nei nuovi Vespri Siciliani.
In mezzo al Mare Nostrum,
nella Terra più a sud,
il cuore riprende a pulsare,
brivido alla schiena
per tutto lo stivale.
Si è svegliato dal torpore
e si batte con fermezza
il Popolo siciliano,
tendendo con Amore
ai più deboli… la mano.
Poesia di: Salvatore Azzaro da Giarratana, poeta e cantautore impegnato
contro le mafie.”