Giovanni Venticinque parla a Blogsicilia

Ex sindaco Scicli: "Non si poteva andare avanti"

venticinque

29 novembre 2011 -  “Sono amareggiato. Quanto ti accorgi che non ci sono più le condizioni per andare avanti meglio dare un messaggio forte come le dimissioni. Il mio non è un gettare la spugna ma lanciare un appello a coloro i quali reggono le sorti del paese ad avere più attaccamento, più presenza sul territorio, parlare di più con la gente”. Queste le parole del sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, all’indomani delle sue dimissioni da primo cittadino. L’esponente, ormai ex, del Pdl, in carica dal 2008, denuncia il rapporto non certo ottimale con alcuni assessori, che “non sono stati scelti dal sottoscritto. Una volta eletto, con il mio programma presentato alla cittadinanza, ho dovuto ‘accettare’ figure imposte dai partiti nella speranza che si vada a formare una squadra attiva”. “Gli assessori che hanno una delega – evidenzia a Blogsicilia- hanno la responsabilità di essere sempre presenti. Io ho avuto persone che non venivano in giunta, che hanno abbandonato persino gli uffici pur mantenendo la carica. Non ci si può defilare così”. Insomma la crisi politica era dietro l’angolo e non ha tardato ad emergere.
Proprio ieri, poi, l´ex sindaco avrebbe dovuto nominare la nuova giunta, quella dei ‘migliori’, ma Giovanni Venticinque ha preferito fare un passo indietro, dimettendosi dalla carica di sindaco
a causa dell’insanabile spaccatura con i partiti della maggioranza e la conseguente consapevolezza che non avrebbe potuto governare con una giunta non espressione dei partiti e con un consiglio comunale contrario alle sue volontà. A dare il ‘colpo di grazia’ evidentemente proprio il Pdl, l’ Udc, Pid, Scicli e Tu, Terra Mia, Idea di Centro.
Venticinque assicura che “non scomparirà dalla scena politica” non escludendo di fatto un suo impegno attivo in vista delle elezioni fissate nella prossima primavera.
Parlando infine del suo partito che fu, Ventincinque ricorda: “Con il coordinatore regionale del Pdl non ci siamo neanche sentiti perché non ho il piacere di avere il suo numero di telefono. Non ho mai avuto contatti con l’onorevole Castiglione. I miei rapporti – conclude- erano con il deputato nazionale Nino Minardo e l’onorevole Innocenzo Leontini. Von loro abbiamo avuto dei confronti non indifferenti…”.

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