C’è chi è pronto a giurare che si tratterà di un passaggio interlocutorio, chi invece sostiene che se non sarà fumata bianca avrà comunque delle tonalità chiare capaci di rendere più limpido il percorso del centrodestra siciliano alle Regionali e disegnare l’impalcatura della coalizione in ambito nazionale.

Il conclave di Arcore è programmato per oggi e sarà un pranzo di lavoro a tutti gli effetti dove accanto a Silvio Berlusconi sfileranno i vertici di Forza Italia, a partire da Niccolò Ghedini, fino al commissario siciliano del partito Gianfranco Micciché.

Proprio con l’ex ministro, Silvio Berlusconi ha intensificato i rapporti dopo il venerdì di fuoco in cui è stata annunciata la rottura con Nello Musumeci ed il proseguo del dialogo con Angelino Alfano, così ha telefonato al suo uomo in Sicilia per capire cosa stesse accadendo e se c’erano i margini per un recupero nelle trattative.

Proprio in quelle ore, mentre il centrodestra si spaccava, è giunto il commento ‘dialogante’ di Musumeci e ieri anche nell’intervista rilasciata da Micciché al Corriere i toni sembrano essere tornati più distesi anche se l’accordo al momento non c’è.

All’incontro di oggi, invece, ci sarà anche Gaetano Armao che secondo alcune indiscrezioni sarebbe è fra i papabili per una candidatura. Il fondatore del Movimento Sicilia Nazione piace sopratutto nell’area centrista e troverebbe il gradimento anche di Ap.

Resta da chiarire lo strappo di venerdì scorso con Nello Musumeci che dalla prospettiva di Berlusconi con vista sulle Politiche 2018 è anche e soprattutto il rapporto con Giorgia Meloni, già in campo al fianco del leader di Diventerà Bellissima, e Matteo Salvini.

Ieri Berlusconi, in un’intervista rilasciata al Giornale, ha ribadito quanto aveva già affermato nei giorni scorsi in merito alle prossime Regionali di novembre: “Sono importanti perché riguardano una grande regione – ha detto-, ma non sono la prova generale delle elezioni politiche. Anzi, sarebbe offensivo per i siciliani non cogliere la specificità di questo lo rende necessario. Sul piano nazionale d’altronde l’unità del centrodestra mi sembra un valore pacificamente acquisito da tutti”.

Stamani ha parlato anche Silvio Berlusconi che in un’intervista rilasciata a Il Giornale alla precisa domanda sul pericolo di una divisione del centrodestra risponde serafico: “Non ne vedo la ragione. Prima di tutto io sono sempre ottimista e continuo a pensare che la divisione del centrodestra in Sicilia non sia affatto scontata. Sarebbe ragionevole convergere sul candidato che abbia le caratteristiche più adatte non solo a vincere ma a garantire ai siciliani cinque anni di buon governo, dopo i disastri della Giunta Crocetta”.

Tuttavia il Cav. ribadisce quanto aveva affermato nei giorni scorsi in merito alle prossime Regionali di novembre: “Sono importanti perché riguardano una grande regione – afferma -, ma non sono la prova generale delle elezioni politiche. Anzi, sarebbe offensivo per i siciliani non cogliere la specificità di questo lo rende necessario. Sul piano nazionale d’altronde l’unità del centrodestra mi sembra un valore pacificamente acquisito da tutti”.

Nella stessa intervista Berlusconi ha parlato nuovamente della cosiddetta strategia della quarta gamba, cioè “il formarsi di liste civiche di centro con cui allearsi a livello nazionale”, un progetto a cui l’ex presidente del Consiglio starebbe lavorando da tempo e che Berlusconi vorrebbe vedere realizzato presto anche nell’attuale Parlamento. Così la prova del nove torna ad essere la Sicilia dove l’operazione potrebbe davvero concretizzarsi.

Ma un pranzo, per quanto potrà essere luculliano, probabilmente non basterà.

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