Ucciso a calci nel quartiere Salernitano di Pastena. Questo sarebbe successo al povero cagnolino il cui corpo martoriato è stato prelevato dalla Polizia Municipale.

Secondo quanto comunicato dallo stesso Comune di Salerno, che ha subito condannato il gesto, alcuni ragazzi avrebbero filmato l’accaduto, consegnando poi quanto registrato al Comando della Polizia Municipale di Salerno. Stamani gli Agenti si sono recati a casa del soggetto. Ancora una volta, però, sono apparsi sui giornali titoli che annunciavano l’arresto.

E’ lo stesso Comune di Salerno, però, a riferire che per reati del genere “non è previsto né il fermo né l’arresto”. E’ bene ribadire che il Comune, in primis il Sindaco Vincenzo Napoli, ha subito auspicato l’identificazione dell’autore del tremendo atto affermando di volere seguire “con rigore l’accaduto“. “Non possiamo tollerare – ha affermato la nota del Comune – che nel nostro territorio si verifichino episodi di tale gravità”.

Sul fatto che il presunto responsabile non poteva essere né fermato né arrestato, il Comune riporta quanto effettivamente previsto dalla legge. Perchè, allora, sul web si è scatenato il putiferio appena è girata la voce di una denuncia a piede libero? Semplicemente perchè ancora non si è capito che i reati di maltrattamento ed uccisione di animali sanciti dalla Legge 189/04 prevedono tempi di reclusione molto al di sotto della soglia prevista dal nostro ordinamento giuridico.

Salvo limitatissime eccezioni molto difficili da sostenere già in fase di indagini, non è neanche previsto l’arresto in flagranza di reato.

Dunque niente arresto neanche in caso di flagranza, così come di condanna divenuta definitiva (“arresto” per i reati di contravvenzione, reclusione per i “delitti”). In Italia le condanne più importati relative a gravi casi di maltrattamento, ammontano a poco più di 10.000 euro di multa (ossia la sanzione pecuniaria dei reati delitti).

Giusto o sbagliato che sia, la legge 189/04 che dovrebbe punire chi maltratta o uccide gli animali, non è sicuramente all’altezza del carcere. Dunque, tutti a casa.

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