
2 febbraio 2012 - Il gip del Tribunale di Roma, su richiesta del pm Paolo Ielo, ha disposto il sequestro di beni per equivalente per circa 750 mila euro nei confronti di tre manager nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Enav. I provvedimenti riguardano l’ex presidente dell’Enav, Bruno Nieddu, l’ex parlamentare di Forza Italia e nel consiglio d’amministrazione dell’ente, Ilario Floresta e Raffaello Rizzo, responsabile delle opere civili dell’ente nazionale di assistenza al volo.
Ai tre, già indagati, è contestato il reato di corruzione. In particolare a Nieddu sono stati sequestrati beni per 200 mila euro pari alla somma presente su un conto a lui riconducibile depositato a San Marino. A Rizzo, invece, i
militari della Gdf e i carabinieri del Ros hanno sequestrato su un conto corrente in Italia circa 300 mila euro. Per
Floresta oggetto del decreto emesso dalla magistratura è stato un appartamento in Egitto (Elgouna -Hurghada) per un valore equivalente di 250 mila euro.
Anche Fabrizio Franco Testa, ex consigliere d’amministrazione dell’Enav e presidente di Techno Sky è indagato per corruzione nel procedimento. Secondo l’accusa formulata dal pm Paolo Ielo e recepita dal giudice nella sua ordinanza, Nieddu e gli altri avrebbero messo “le loro funzioni al servizio di Selex Spa in tutti i casi in cui si fosse reso necessario”; avrebbero consentito “l’assegnazione dei lavori a Selex Spa senza alcuna gara”; ed avrebbero agevolato “Selex e Print Sistem in tutti i rapporti con Enav – dalla quantificazione del valore dei lavori, ai tempi di erogazione dei corrispettivi, all’ampliamento dell’oggetto delle forniture, ai collaudi delle opere”.
Essendo Enav “incaricato di pubblico servizio e titolare di una pubblica funzione nell’assegnazione dei lavori, al fine
di porre in essere atti contrari ai doveri del loro ufficio” i quattro indagati “nell’assegnare i lavori a Selex Si Spa,
in relazione all’aeroporto di Palermo, prima delle autorizzazioni del Cipe, percepivano, previa promessa: Nieddu
- da Di Lernia, titolare della Print Sistem e subappaltatore di Selex, che agiva in accordo con l’amministrazione di
Selex, la somma di 300mila euro con versamenti estero su estero (e successivamente alla mancata conferma in Enav la nomina a presidente di Print Sistem)”.
Raffaello Rizzo, secondo quanto scrive il gip, ha ricevuto da Di Lernia “la somma di 300mila euro con versamenti estero su estero”. Floresta “la somma di 15 mila euro da Di Lernia, nonchè da Marco Iannilli, subappaltatore di Selex e TchnoSky, una somma pari a 250mila euro, corrispondente al corrispettivo percepito per l’acquisto di una casa sita in Egitto.
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La voglio vedere tutta nel caso in cui vince Orlando, con l'IDV contro Monti, chi glieli deve dare i soldi al professore...
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I Greci hanno studiato la prospettiva e corretto l'inclinazione e la distanza delle colonne per offrire all'osservatore ...
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